Lega, il ritorno di Bossi che scomunica Salvini

Salvini e BossiLe ultime elezioni amministrative hanno lasciato strascichi pesanti. Soprattutto negli schieramenti che non sono riusciti ad ostacolare la corsa e la vittoria del M5S. Nel Pd a trazione renziana – impegnato, per il momento, a “leccarsi le ferite” – e nel centrodestra “balcanizzato”, le cose non vanno affatto bene. E anche la Lega di Matteo Salvini – che fino a poco tempo fa, sembrava essere il leader più accreditato a raccogliere il testimone di Silvio Berlusconi – appare in affanno. Anche perché a tradire un discreto malcontento è stato il fondatore dello stesso partito, quell’Umberto Bossi che da mesi era scomparso dai radar della politica nazionale.

Il vecchio Senatur ha deciso di tornare all’attacco con un tempismo perfetto, concedendosi ai giornalisti il giorno dopo i ballottaggi che non hanno certo sancito il trionfo della Lega (basti pensare alla perdita di una roccaforte come Varese). Per fare cosa? Per scaricare tutto il peso della debacle a chi è attualmente al timone del Carroccio: “Salvini comanda e quindi lui ha tutta la responsabilità della sconfitta ai ballottaggi”, ha affondato l’antico leader. Che ha rincarato la dose: “A me non piace la direzione che ha preso la Lega Nord – ha detto – e, per la verità, non ho nemmeno capito bene che direzione abbia preso. Salvini vuole sfondare al Sud, ma non vedo un programma, un piano. Andare al Sud solo per raccattare un po’ di voti e scappare per avere qualche voto in più o qualche poltrona in più, secondo me, è un’idea peregrina che non porta da nessuna parte”.

Una “scomunica” a trecentosessanta gradi, che arriva a pochi giorni di distanza dal consiglio federale convocato per venerdì in via Bellerio. Nel corso del quale – stando alle previsioni dei più maliziosi – Matteo Salvini potrebbe ritrovarsi a parare i colpi che arriveranno dalla frangia più “nostalgica” del partito: quella che la pensa come Bossi. Il sentore è che, anche in casa del Carroccio (come in quella del Pd), insomma, i “malpancisti” interni abbiano deciso di venire allo scoperto. Nel tentativo di “attentare” alla leadership di Salvini che, secondo i “bossiani”, ha finito per allontanarsi troppo dai valori fondanti della Lega. Ma ad intervenire a soccorso del segretario, è stato il capogruppo alla Camera, Massimiliano Fedriga: Chissà come saremmo andati alla grande – ha ironizzato – andando a raccogliere l’acqua con un’ampolla sul Monviso. Qualcuno forse dimentica a quale punto era il partito quando Salvini lo ha preso in mano”.

Maria Saporito