Chiomonte: obbligo di firma per la nonna No Tav. Sul web diventa un fenomeno

Si chiama Marisa Meyer, ha 71 anni ed è una presunta complice dell’assalto al cantiere di Chiomonte, in Val di Susa. Si trovava infatti sul furgone dei manifestanti quando le reti di recinzione dell’area dei lavori sono state prese di mira da giovani incappucciati. Questo stando a quanto sostiene il giudice per le indagini preliminari, Luisa Ferracane, che ha inserito anche lei nelle 23 persone raggiunte da misure restrittive per i fatti avvenuti il 28 giugno di un anno fa.

Imayer-ks4E-U1080926202394ihB-1024x576@LaStampa.itmmediato il plauso della rete, con migliaia di commenti a supporto dell’anziana signora. A prendere le sue difese, anche il gruppo musicale dei 99 Posse, che pubblica sul proprio sito una sua foto mentre, munita di bastone da passeggio e con indosso una maglietta dei No Tav, esce dalla caserma dei carabinieri di Chiomonte dove deve recarsi ogni giorno per firmare: “Solo un paese malato impone l’obbligo di firma ad una signora di 70 anni perché è un’attivista #notav. Signora Marisa noi siamo con te!” si legge infatti nel sito del gruppo musicale napoletano.

Ma per il giudice non c’è alcun dubbio: “E’ recidiva- sostiene infatti il magistrato- il suo nome compare in 9 segnalazione del data base delle forze di polizia per reati legati a manifestazioni in Val di Susa, di cui 4 procedimenti penali in iscrizione, due archiviazioni e uno già definito con decreto penale.”

Nessun commento dall’arzilla signora, che tramite il suo avvocato fa però sapere di essere del tutto estranea ai fatti contestati: “La mia assistita- dice il legale Danilo Ghia- è uno dei volti più conosciuti perché partecipa, da sempre, a tutte le manifestazioni e intende continuare a farlo. Ritengo però davvero inopportuna una misura comminata su elementi insussistenti, posto che Marisa Meyer ha difficoltà evidenti di deambulazione e aveva semplicemente chiesto un passaggio in quanto non in grado di camminare”, senza avere idea “di cosa avessero nel retro del veicolo”. A bordo del mezzo, infatti, gli uomini delle forze dell’ordine hanno rinvenuto maschere antigas, tute nere, bombe carte, petardi e scudi in plexiglas. Oltre a un’immancabile fetta di toma che la signora si stava riportando a casa dopo aver preso parte alla manifestazione.

Giuseppe Caretta