Gran Bretagna fuori dall’Ue. Borse crollano, si teme effetto domino

L’Inghilterra esce dall’Unione Europea ed avvia, probabilmente, l’inversione di tendenza più netta che il progetto politico europeo abbia mai subito dalla Seconda Guerra mondiale ad oggi.

eb924aef1f8d1674759a9f3f3eea51d0-koQE-U1080752122211aPC-1024x576@LaStampa.itI risultati del referendum, il cui spoglio è ormai praticamente concluso, parlano di una vittoria dei “Leave” al 51,9 % mentre coloro che patteggiavano per la rimanenza nell’Ue,  si fermano al 48,1%. Un risultato che ha, come effetto immediato, quello di far crollare a picco le borse e di far calare il valore della moneta inglese ai minimi dal 1985. Dopo un avvio positivo, segnato infatti dai sondaggi che davano, in un primo momento, il vantaggio dei “remain” (sfiorando gli 1,50 dollari), la sterlina inglese è crollata man mano che i risultati dello spoglio hanno confermato la vittoria degli euro-scettici. Calo del 5% sul dollaro fino a raggiungere l’1,33: mai così in basso dunque la moneta inglese. E’ un venerdì nero anche per i contratti futures e per le borse asiatiche, con Tokio che perde quasi l’8%, nella peggiore seduta dall’incidente nucleare di Fukushima ad oggi, mentre l’indice Ftse della borsa di Londra cala dell’8% seguito dal terremoto sui titoli di Stato. La differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi si è infatti ampliata sino a raggiungere 185 punti, prima di chiudere a quota 130.

Giuseppe Caretta