Pd, minoranza all’attacco: “Cambio di rotta o niente più fiducia”

fiducia“Non siamo più disposti a votare la fiducia se non siamo convinti”. E’ pesante il monito lanciato dalla minoranza PD, che va all’attacco dopo i risultati dei ballottaggi di domenica 19 giugno, che hanno riservato una cocente sconfitta per il Partito Democratico: in particolare, il PD è stato battuto dal Movimento 5 Stelle a Roma e Torino, che hanno eletto come primo cittadino rispettivamente Virginia Raggi (che ha doppiato il rivale Roberto Giachetti) e Chiara Appendino (sconfitto il sindaco uscente, Piero Fassino).

“La svolta che chiediamo oggi è una svolta nell’azione di governo – afferma Roberto Speranza, membro della minoranza PD – Non sto parlando di ministeri e poltrone né tantomeno di posti in segreteria, quelli li avevamo, anche importanti e vi abbiamo rinunciato per difendere le nostre idee. Sto parlando delle linea politica di fondo se vogliamo evitare che l’Italia superi le gravissime fratture sociali che la caratterizzano. Non siamo più disponibili: si deve invertire la rotta e sulle questioni sociali non c’è voto di fiducia che tenga”.

“In questi mesi – sottolinea Speranza – abbiamo spesso votato cose che non ci convincevano, ad esempio per togliere la tassa sulla casa in maniera indistinta, anche ai miliardari. Non siamo più disponibili a sostenere provvedimenti che aggravano le fratture sociali, perché così consegneremo il Paese alle destre e ai Cinque stelle”.

“Queste elezioni – prosegue Speranza – hanno rappresentato il funerale del partito della nazione, che è stato tentato follemente in comuni importanti. Che angoscia e che rabbia vederci alleati a Napoli con chi tutti i giorni insultava Saviano. Abbiamo visto i risultati e visto che solo il centrosinistra largo, aperto e che non si chiude riesce a vincere. Basta con alleanze improprie e con tentativi di sfondamento a destra: il Pd torni con coraggio a fare il cardine di un nuovo centrosinistra aperto al civismo”.

Non si è fatta attendere la replica piccata di Lorenzo Guerini, vicesegretario del Partito Democratico: “Non votare la fiducia sarebbe negare il partito”, ha detto Guerini.