Premier League: ecco tutti gli svantaggi dovuti al brexit

effetti-brexit-premier-league-orig_mainLa vittoria del “Leave” al referendum di ieri ha avuto come conseguenza diretta l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea e come conseguenza indiretta l’immediata svalutazione della sterlina dovuta al crollo del mercato azionario. Le ripercussioni sui commerci, invece, non saranno immediate, a partire dal prossimo ottobre (periodo in cui verrà eletto il nuovo premier) tutti i trattati economici tra l’UE ed il Regno Unito verranno ridiscussi e questo potrebbe causare la perdita dei vantaggi collegati alla permanenza nel mercato unico.

Dalle ripercussioni non sarà esente nemmeno la Premier League, il massimo campionato inglese di calcio rappresenta una voce importante del PIL britannico (ogni anno la Premier porta 3,4 miliardi di sterline e versa 2,4 miliardi si sterline in tasse ed imposte) ed è al momento il campionato più ricco del pianeta. Il successo della Premier League è dovuto soprattutto alla capacità di attrarre grandi stelle straniere (oltre il 60% dei calciatori del campionato inglese sono stranieri), una capacità attrattiva che è data proprio dal fattore economico: la sterlina prima del Brexit aveva un valore pari ad 1.4 euro, questo permetteva ai club inglesi di risparmiare circa il 20% sugli acquisti dall’estero e di conseguenza di fare offerte più alte rispetto alle altre società sia per l’acquisto che per l’ingaggio dei calciatori. La perdita di potenza economica è solo uno dei fattori di indebolimento della Premier, quello più importante riguarda la legge sulla circolazione dei lavoratori: la maggior parte degli stranieri che compongono le squadre britanniche provengono dall’Unione Europea, questo perché negli ultimi anni sono state introdotte delle leggi restrittive sull’acquisto di calciatori extracomunitari (legata alla percentuale di presenze nella propria nazionale), ovviamente, l’uscita dalla comunità europea fa diventare tutti i calciatori “non britannici” diventeranno extracomunitari e questo legherebbe la loro permanenza alle presenze in nazionale.

La legge sulla circolazione dei lavoratori influirà anche sulla possibilità d’acquisto dei calciatori minorenni, per adesso la legge prevede che solo i giocatori comunitari possono essere acquistati nella fascia d’età compresa tra i 16 ed i 18, tutti gli altri possono essere acquistati, al contrario, solamente dopo aver compiuto la maggiore età, questo è un danno enorme per alcuni club inglesi come l’Arsenal (alcuni dei più grandi talenti sbocciati nei ‘gunners’ erano calciatori stranieri acquistati prima di diventare professionisti).

Fabio Scapellato