Omicidio Hotel Archirafi, fu un “Gratta&Vinci” a decidere fra la vita e la morte

Fu un gratta e vinci a decidere la sorte di Elisabetta Cipresso, 40 anni, trovata morta nelle stanze dell’Hotel Archirafi di via Lincoln, a Palermo, il 19 giugno 2014.
La Procura chiude le indagini e ha chiesto il rinvio a giudizio della madre della donna, Anna Cipresso, di 63 anni. La donna, ex infermiera dell’ospedale civico, avrebbe iniettato alla figlia un mix di anestetici uccidendola.

archirafiPer adesso il capo d’imputazione che pende sull’ex infermiera è quello, meno gravoso rispetto all’omicidio, di omicidio del consenziente: infatti la donna avrebbe esaudito la richiesta della vittima.
Secondo il racconto della Cipresso e la difesa, le due donne avrebbero acquistato dei Gratta&Vinci, sancendo che, se avessero vinto mille euro, non si sarebbero uccise. Il fatto che nessuno dei biglietti fosse quello vincente avrebbe innescato nella donna l’insano gesto.

Il farmaco che ha ucciso la 40enne, il Propofol, secondo le indagini sarebbe stato iniettato dalla madre, la quale però si è sempre difesa sostenendo che la figlia se lo fosse iniettato da sola. Tesi respinta dall’accusa, dato che la donna venne uccisa da una dose massiccia di Propofol, che avrebbe fatto effetto ancora prima di poter finire l’iniezione. La donna, poi, avrebbe tentato il suicidio per “accompagnare la figlia”.

Mariagrazia Roversi