Strage di Ustica, 36 anni dopo, ancora non sappiamo la verità

Era il 27 giugno del 1980, quando il DC9 Itavia partito da Bologna per raggiungere l’aeroporto di Palermo sparì dai radar, attorno alle 21, mentre sorvolava l’isola di Ustica. Un’esplosione dilaniò l’aereo, uccidendo 81 persone fra cui 13 bambini: un’esplosione della quale ancora oggi non si sa quasi nulla. Tanto è stato detto sulla strage di Ustica: segreti di Stato, segreti militari, che si sia trattato di un attentato, di un errore.

Un carabiniere osserva il relitto dell'aereo di linea DC9 della compagnia aerea italiana Itavia (precipitato vicino all'isola di Ustica, il 27 giugno 1980, facendo 81 vittime) ricostruito nell'hangar di Pratica Di Mare, Roma, il 15 dicembre 2003. ANSA

In ogni caso è stata una strage e ad oggi è ancora senza giustizia. Le famiglie dei morti chiedono la verità, ma mancano ancora troppi punti da ricostruire. A distanza di 36 anni, la verità sulla strage di Ustica sembra sempre più lontana, sempre più fumosa. Sempre più senza speranza. L’appello di Mattarella perché si faccia luce sulla vicenda è stato pronunciato oggi, nell’anniversario della tragedia. Il Presidente ha parlato di impegno “per tenere viva la memoria e per continuare a cercare di gettare piena luce sulla tragedia”.

“È una domanda di giustizia quella che le famiglie rappresentano. A questa domanda devono corrispondere, con serietà e dedizione, le istituzioni nazionali e quelle estere chiamate a collaborare, perché le nostre democrazie si fondano su valori e diritti che non possono sottrarsi al criterio della verità” ha terminato il Presidente della Repubblica.

Mariagrazia Roversi