Il doodle del giorno: omaggio all’attivista australiano Edward Koiki Mabo

doodleCi sono uomini che hanno lottato fino alla morte per restituire alla loro gente ciò che pensavano gli appartenesse. Uomini (e donne) che hanno anteposto l’interesse della collettività al loro e hanno osato sfidare i potentati di turno, senza tentennare mai. L’attivista australiano Edward Koiki Mabo è stato uno di questi. La sua intera esistenza, votata alla rivendicazione dei diritti delle popolazioni aborigene, ha lasciato un segno indelebile nella storia del suo Paese. E non solo, tanto che Google ha scelto di dedicargli un doodle, omaggiandolo nel giorno in cui avrebbe compiuto 80 anni.

Nato nell’isola australiana di Mer il 29 giugno del 1936 (esattamente 80 anni fa, appunto), Edward Koiki Mabo è stato un sostenitore instancabile dei diritti della sua gente. All’età di 31 anni, trova lavoro come giardiniere alla James Cook University di Townsville (nel Queensland) dove entra in contatto con alcuni accademici. Durante una banale discussione al campus, Mabo realizza che le terre che pensava appartenessero di diritto ai suoi antenati (da molte generazioni) erano in realtà della corona britannica. L’arrivo dei coloni inglesi in Australia aveva, infatti, determinato la proclamazione delle cosiddette “terre nullius (appartenenti a nessuno). E aveva sancito un vero e proprio “strappo” ai danni delle popolazioni indigene che avevano sempre abitato quei territori, tramandandoseli di generazione in generazione.

L’amara scoperta spinge Edward Koiki Mabo a ingaggiare una lotta instancabile a difesa della sua gente, tesa a rivendicare il diritto di proprietà terriera che era stato, a  suo avviso, violato. Con successo, visto che il caso – arrivato in tribunale – si conclude con il riconoscimento e la restituzione della titolarità delle terre alle popolazioni indigene. Con l’unico rammarico di non aver potuto festeggiare questo storico risultato. Edward Koiki Mabo muore, infatti, il 21 gennaio del 1992, a soli 5 mesi di distanza dal pronunciamento dell’alta Corte australiana che dispose la restituzione delle terre (non più nullius) agli aborigeni. A celebrare la tenacia di quest’uomo votato all’impegno civile (che gli ha, tra l’altro, procurato importanti riconoscimenti e la dedica di un film), da oggi c’è anche il colorato doodle di Google, che lo raffigura sorridente e fiducioso, con la sua isola a fargli da sfondo.

Maria Saporito