Attentato ad Istanbul, la testimonianza di due friulani scampati al massacro

Erano ad Istanbul anche loro la sera della strage, ma per mezz’ora sono scampati alla morte. Sono due addetti del CATAS, un laboratorio di prove ed analisi, entrambi del Friuli Venezia Giulia, uno di Udine e uno della provincia, e si trovavano anche loro ad Istanbul la sera della strage kamikaze. Il loro volo, partito da Venezia, atterra alle 20:00 in Turchia, all’Ataturk di Istanbul.

ataturkI due uomini si sono fermati negli scali dell’attesa per le partenze perché dovevano prendere la coincidenza per la città di Antalya, dove dovevano recarsi per lavoro. Sono partiti mezz’ora prima che iniziasse la strage kamikaze.
Una volta giunti a destinazione, sono stati contattati dai parenti e dai responsabili del CATAS, e hanno capito cosa era accaduto.
Un altro italiano, Andrea Diasparro, sempre di Udine, era partito da Venezia con altri italiani sempre per lavoro, quando sono stati avvertiti che lo scalo sarebbe avvenuto non ad Istanbul, ma ad Izmir, per “traffico congestionato”.

Sono tanti gli italiani che vivono e lavorano in Turchia. Tiziano Furlan, italiano che lavora in una società di consulenza per le aziende italiane che vogliono radicarsi in Turchia, ha detto che “a Istanbul c’è una comunità italiana piuttosto radicata e proprio la sera del massacro si stava svolgendo la cena mensile con gli operatori del business, tanti hanno saputo proprio là dell’attentato”.

Mariagrazia Roversi