Orrore in Israele, 13enne israeliana uccisa nel sonno da 17enne palestinese

Stava dormendo nel suo letto, nella sua casa in Cisgiordania, quando l’assassino l’ha uccisa con 17 coltellate. La piccola non aveva fatto nulla di male: la sua unica “colpa” era quella di essere israeliana.
Hille Yafa Ariel, una 13enne israelo-americana di Hebron, in Cisgiordania, è stata aggredita a coltellate nel sonno, mentre dormiva nella sua casa alla periferia della città.

Il portavoce del Dipartimento di Stato, John Kirby, ha confermato che la vittima era anche di nazionalità americana. La ragazzina è stata colpita con 17 coltellate e a nulla è servito il trasferimento di urgenza allo Shaare Zedek Medical israeleCenter: è stata dichiarata morta all’arrivo. L’aggressore, il 17enne palestinese Mohammed Taraireh, ha anche ferito gravemente un membro del servizio di sicurezza della colonia, quindi è stato ucciso.

La famiglia della povera 13enne, vittima dell’odio palestinese, è distrutta dal dolore. Il portavoce del ministero degli Esteri, Emanuel Nahsnon, ha commentato l’omicidio così: “Un’altra vittima dell’odio e dell’istigazione palestinese. Mi auguro che i membri del Parlamento Europeo che la settimana scorsa hanno applaudito le menzogne maligne del presidente palestinese Abu Mazen comprendano finalmente che l’istigazione palestinese porta all’assassinio”.

Il premier Netanyahu ha parlato di “omicidio orrendo” e ha chiesto che il mondo prenda parola come è avvenuto dopo la strage di Bruxelles e quella di Orlando. Nel frattempo in un’altra città israeliana, Netanya, un altro palestinese ha accoltellato due israeliani, poi è stato ucciso da un civile.

Mariagrazia Roversi