Turchia, così il terrorismo uccide il turismo: quartieri vuoti, regna la paura

Istanbul è una città meravigliosa. Anzi, tutta la Turchia è un Paese meraviglioso. Le sue bellezze storiche, le grandi moschee e le antiche chiese, i suoi bazar colorati, i suoi profumi. Ma adesso in Turchia si insinua prepotente l’odore del terrorismo e della morte. E non bastano a salvare i piccoli commercianti gli adesivi esposti sulle vetrine dei loro negozi, dove campeggia la scritta “Malediciamo il terrorismo“. Il Gran Bazar di Istanbul, coloratissimo mercato da sempre nel mirino dei turisti, è semi vuoto. All’ingresso la polizia effettua dei controlli.

turchiaDopo l’attentato all’Ataturk, il turismo sembra spegnersi sempre di più. Il settore dei viaggi e turistico porta ogni anno 30 miliardi di dollari nelle casse del Paese, ma dopo la violenza degli attentati dell’ISIS e del Pkk, partito curdo, il numero delle persone in arrivo per viaggi di svago e cultura diminuisce sempre di più. Il primo quartiere ad essere abbandonato dai visitatori è stato quello di Sultanahmet, dove si trova il famoso obelisco egizio, che ormai nella memoria è impresso con le immagini indelebili dell’attentato del 12 gennaio, che uccise 12 turisti tedeschi.

Poi è stato il turno della strada di Istiklal, poi a Beyazit, dove l’attentato è stato programmato dal partito terrorista Pkk.
Il Gran Bazar e le sue luci si spengono, inesorabilmente, giorno dopo giorno. I negozi sono semi vuoti. La Turchia, da sesta destinazione del turismo al mondo, ha subito un calo del 35%. Come abbiamo visto anche in Nord Africa, si tratta dell’ennesima strategia terrorista per mettere in ginocchio un Paese.

Mariagrazia Roversi