Addio a Elie Wiesel, il sopravvissuto alla Shoah che ce ne cantò l’orrore

Elie Wiesel, lo scrittore statunitense ma di origini romene, è morto all’età di 87 anni.
Lo scrittore, testimone della Shoah e scampato al suo orrore, è stato uno dei più noti scrittori che hanno avuto il coraggio e la forza di scrivere cosa è accaduto nel buio dei campi di concentramento. Elie Wiesel era finito nel campo di concentramento di Buna Werke assieme al padre, e vi rimase per otto mesi prima di essere spostato in altri campi, una volta che la guerra volgeva al termine.

elieNel silenzio dei sopravvissuti, alienati, impazziti e traumatizzati, Elie Wiesel ha fatto riemergere con il suo potente “La notte” la verità sull’enormità e sulla tragedia dell‘olocausto ebraico. Non a caso Wiesel è stato definito “un faro di luce”, perché è riuscito ad avere il coraggio di raccontare. Grande cordoglio da parte di politici e chi l’aveva conosciuto. Il premier israeliano, Netanyahu, ha sostenuto “Ha dato espressione alla vittoria dello spirito umano sulla crudeltà e il diavolo”. Anche Barack Obama lo ha ricordato come “la coscienza del mondo”.

Wiesel rimane uno scrittore che ha saputo descrivere in modo lucido e potente il trauma e l’insensatezza della Shoah. “La notte” divenne celebre nel 1960, quando venne tradotta in inglese. La sua autobiografia contiene tante domande senza risposta, domande di una crisi, che ancora oggi, nella violenza che ci circonda, sembrano risuonare più attuali che mai.

Mariagrazia Roversi