Bangladesh, minoranze sotto attacco: cristiani, indù, attivisti vengono massacrati

Il Bangladesh è sempre stato, tradizionalmente, uno stato a maggioranza musulmana tranquillo e tollerante, dove fedi diverse (musulmani, indù, cristiani ed altre minoranze) hanno sempre convissuto serenamente. Oggi, però, non è più così. Oggi in Bangladesh rischiano la vita attivisti per i diritti umani, cristiani, sacerdoti, e chiunque faccia parte di una minoranza religiosa. In generale, tutti gli stranieri sono in pericolo, ma anche i musulmani non osservanti.

bangladeshL’attentato terroristico di Dacca, che ha ucciso nove italiani e ha fatto 20 vittime in totale, è solamente il più eclatante di una scia di sangue che procede ormai da anni. Estremisti islamici uccidono a colpi di machete studenti universitari, professori, attivisti, cristiani. Il terrorismo è feroce e fuori controllo, attacca dove meno ce la si aspetta. Il direttore del Pontificie Opere missionarie nello stato del Bangladesh, Fodes Dilip Costa, sostiene: “Siamo molto preoccupati per la crescita del terrorismo. La situazione che viviamo è davvero difficile. I pericoli ci sono e anche noi cristiani li avvertiamo, dato che vi sono stati attacchi anche contro luoghi cristiani e missionari (…)”.

Tutte le minoranze vivono in uno stato di paura e non sappiamo dove questa precaria situazione condurrà la nazione”. Paura, la parola chiave. In una nazione come il Bangladesh, al 90% musulmana dove i cristiani sono lo 0,2% della popolazione, vivere e professare altre fedi non è semplice. Nei mesi scorsi Shaymanonda Das, sacerdote indù, è stato ucciso di fronte al tempio dove stava per celebrare; il 5 giugno un cristiano, Sunil Gomez, è stato ucciso nel suo negozio.

Mariagrazia Roversi