“Emailgate”, l’FBI assolve Hillary. L’ira di Trump: “Sistema corrotto”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:40

emailgateHillary assolta. O meglio, negligente ma non colpevole di reato. L’FBI ‘alleggerisce’ così la candidata del Partito Democratico alla Presidenza degli Stati Uniti da quell’ombra chiamata ‘emailgate’ che rischiava di compromettere la sua corsa verso la Casa Bianca.

L’inchiesta si è conclusa con le parole del direttore dell’FBI, James Comey, secondo cui “nessun procuratore ragionevole troverebbe motivo per incriminarla”.

Tuttavia, Comey non manca di sottolineare il comportamento della Clinton e del suo staff, definito “estremamente negligente”: l’innocenza è ormai indubbia, ma l’errore resta, e l’ex Segretario di Stato dovrà conviverci.

Comey ha infine ribadito l’assoluta indipendenza con cui è stata portata avanti l’inchiesta. Un concetto che non convince minimamente l’avversario di Hillary Clinton, ovvero il candidato del Partito Repubblicano, Donald Trump, che parla apertamente di ‘sistema corrotto’. Anche il deputato Paul Ryan chiede ulteriori spiegazioni: “Nessuno dovrebbe essere sopra la legge”, ha detto.

Come riportato dalle agenzie di stampa, l’agenzia federale ha tra l’altro constatato che oltre 100 email contenevano “informazioni classificate” mentre non è escluso che “elementi ostili” abbiano avuto accesso alle mail personali dell’allora segretario di stato.

Intanto, la Clinton continua la sua corsa verso la Casa Bianca: per la prima volta è intervenuto al suo fianco anche il Presidente uscente, Barack Obama, che ha esortato a votare per lei esorta a votare per lei: “Sono pronto a passarle il testimone”, ha detto Obama alla platea.

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