Iraq: 250 morti in attentato a Bagdad. E’ il più sanguinoso della storia del Paese

download (47)Una strage senza fine. Il popolo iracheno, ormai al 13esimo anno di guerra, è condannato a subire una sorte non meno impietosa di quella del popolo siriano. Perché l’Iraq è entrato prepotentemente nell’immaginario collettivo come un Paese costantemente in conflitto, condannato alla lenta agonia bellica, mentre per tutti coloro che attraversano le difficoltà quotidiane di una sopravvivenza messa seriamente a rischio nessun aiuto pare venire dalla una distratta Comunità Internazionale.

Così accade che l’inferno iracheno continui a mietere ininterrottamente nuove vittime: 250 per la precisione. Una conta infinita di innocenti spazzati via dalla barbarie di un conflitto pesantissimo. Un automezzo imbottito di esplosivo è stato fatto esplodere nella notte nel quartiere di Karrada, in una zona commerciale nella quale molte famiglie si erano recate per fare acquisti nella serata di festeggiamento per la fine del Ramadan. Un massacro. L’area della deflagrazione è stata completamente rasa al suolo dall’esplosione. Fra le vittime molti bambini, molte donne, parti sensibili di una popolazione deliberatamente scelta come obiettivo di un’azione sanguinosa. E’ l’attentato più grave dall’inizio dell’intervento militare americano del 2003. A poche ore dalla strage, le autorità del Paese hanno proclamato tre giorni di lutto cittadino, mentre la gente del quartiere ha organizzato una veglia di preghiera per ricordare le vittime e chiedere la pace. Si, in un Iraq demonizzato dall’informazione, ci si scorda molto spesso di associare ai luoghi anche i visi della gente. Non necessariamente terroristi, non necessariamente meritevoli di trascorrere una vita su di un campo di battaglia.

Giuseppe Caretta