Chelsea Manning, voci sul presunto tentato suicidio, ma nessuna conferma

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:07

Chelsea Manning, whistleblower e fonte di Wikileaks che è stata condanna a ben 35 anni di carcere negli USA, avrebbe tentato il suicidio nella prigione, e sarebbe stata portata d’urgenza in ospedale.
Chelsea Manning è un trans, che ha cambiato sesso in prigione e che prima era chiamato Bradley, ed è un ex soldato dell’US Army. L’accusa alla base della condanna era quella di aver trafugato migliaia di documenti riservati e di averli utilizzati per fare da talpa, riferendoli a Julian Assange.

manningManning lavorava come analista in Iraq e per questo aveva accesso a numerosi documenti riservati. Per spionaggio, era stato condannato a 35 anni di carcere e si trovava a Fort Leavenworth: l’accusa era quella di aver violato il documento anti-spionaggio.
Il 5 luglio, però, Manning è stato portato di tutta urgenza in ospedale.

Una seconda fonte, invece, ha rivelato che la causa del ricovero sarebbe stato proprio il tentativo di suicidio in cella: avrebbe tentato di impiccarsi. Non sono molti i giornali che riportano questa notizia, sulla quale per ora c’è grande riserbo e quindi nessuna conferma ufficiale da parte del governo degli Stati Uniti d’America. La condanna di Manning era arrivata nel 2013 in seguito alla maxi fuga di notizie.

Mariagrazia Roversi