Dacca, autopsia: “Vittime italiane torturate per ore. Nessun colpo di grazia”

Oltre al dramma della perdita, da oggi c’è anche la sofferenza della consapevolezza. Perché l’autopsia effettuata sulle download (50)salme dei connazionali che hanno perduto la vita nell’attentato di Dacca non lascia alcun margine di dubbio: i nove italiani sono stati torturati, morendo lentamente senza ricevere alcun colpo di grazia.

A darne conferma sono i medici del policlinico Gemelli di Roma che hanno effettuato gli esami autoptici. Adele Puglisi, Marco Tondat, Claudia Maria D’Antona, Nadia Benedetti, Vincenzo D’Allestro, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Claudio Cappelli e Simona Monti sono quindi stati uccisi con armi affilate, forse dei machete, subendo gradualmente mutilazioni, ferite, ricevendo colpi di proiettile e bruciature di esplosivo. Accertate queste drammatiche risultanza le salme, ora, potranno essere sepolte, mentre domani il ministro degli Affari Esteri, Paolo Gentiloni, dovrà riferire nell’Aula del Senato.

“Ho visto dei cadaveri ridotti in condizioni pietose”, aveva riferito Gian Galeazzo Boschetti, l’unico scapato alla morte grazie ad una telefonata che lo aveva fatto allontanare dal ristorante pochi minuti prima dell’assalto. Li, sua moglie Claudia D’Antona ha perduto la vita, “forse colpita da un unico proiettile” nell’irruzione iniziale del commando all’interno del locale. Ed in Bangladesh i miliziani dell’Isis sono tornati a far sentire la propria voce: “E’ solo un assaggio- hanno fatto sapere gli estremisti tramite i propri canali social- ciò si ripeterà, ripeterà e ripeterà sino a quando voi avrete perso e noi avremo vinto”. Una guerra nella quale ci si ritrova coinvolti senza averlo stabilito.

Giuseppe CARETTA