Nigeriano ucciso, fermato un uomo: appartiene all’estrema destra

nigerianoSi chiama Amedeo Mancini l’uomo che ha ucciso di botte Emmanuel Chidi Namdi, il nigeriano pestato a morte a Fermo per difendere la sua compagna, apostrofata come ‘scimmia’ dallo stesso Mancini.

Il 38enne, fermato per omicidio preterintenzionale, è un imprenditore agricolo della zona ed è un ultras della locale squadra di calcio, la Fermana, ed è stato recentemente colpito da DASPO per un episodio di violenza. Inoltre, Mancini è molto noto in città perchè appartenente ai gruppi della destra estrema.

L’accusato prova a difendersi sostenendo di credere che i due coniugi stessero rubando un’auto, e di essere intervenuto per sventare il furto. Gli insulti al nigeriano avrebbero provocato la reazione dello stesso, e il Mancini si sarebbe ‘semplicemente difeso’, come spiega il suo avvocato, che sottolinea come il suo assistito sia ‘molto dolorato per l’accaduto’.

Ma l’appartenenza al mondo dell’estrema destra disegna un quadro molto chiaro su Amedeo Mancini: un ambiente che conosce molto bene Don Vinicio Albanesi, il fondatore della comunità di Capodarco che ha ospitato Emmanuel e la moglie e che si è costituita parte civile. Il parroco, in una conferenza stampa, ha affermato che “ci sono piccoli gruppi, di persone che si sentono di appartenere evidentemente alla razza ariana”.

“Queste persone fanno capo anche alla tifoseria locale – ha proseguito il sacerdote – e secondo me si tratta dello stesso giro che ha posto le bombe davanti alle nostre chiese. E se lo dico, significa che non è una semplice impressione”.