Milano, protesta nel centro di via Corelli: richiedenti asilo occupano la struttura

Nessun ferito né alcun gesto estremo ma tanta, tanta tensione nel centro di accoglienza di via Corelli a Milano. Una quarantina di migranti ha infatti inscenato una protesta per denunciare le condizioni di vita all’interno del centro ed i tempi di attesa, oggi lunghissimi, per il riconoscimento dello status di rifugiato.

Nessun accesso è stato possibile dall’esterno, essendo la struttura considerata zona militare, ma risulta che alcuni ospiti abbiano rifiutato di rientrare nelle stanze bloccando gli accessi sino all’arrivo delle forze dell’ordine. Assieme a 17010888-020-U4302062818060sGB-U43030103059024a0E-1224x916@Corriere-Web-Milano-593x443loro sono rimasti “bloccati” anche quattro operatori della struttura.

Nessun ferito, fortunatamente. Gli agenti sono riusciti a convincere i migranti a fare ritorno ai loro posti senza opporre resistenza. Non è la prima volta che proteste del genere prendono corpo all’interno dei centri profughi. L’anno scorso, nella tendopoli di Bresso, gli ospiti erano scesi in strada per le stesse ragioni. I tempi per il riconoscimento dello status di rifugiato, infatti, si aggirano oggi attorno all’anno di attesa. Un periodo lunghissimo, durante il quale coloro che ne hanno fatto richiesta sono sospesi in una sorta di “limbo” che non concede nessuna garanzia. Se si aggiunge il fatto che, mediamente, una richiesta su due venga rigettata, e che parta poi il conseguente ricorso, va da sé che i tempi diventano in alcuni casi addirittura biblici. Ecco perché, nonostante quello di via Corelli sia ormai un ex Cie, nonostante sia consentito agli ospiti di entrare ed uscire e nonostante vengano “accolti” al suo interno sia chi arriva spontaneamente a Milano per chiedere asilo sia una parte di migranti inviati dal Viminale nell’ambito del piano di ripartizione nazionale delle quote di sbarcati, la situazione al suo interno resti sempre potenzialmente esplosiva. Come ha evidenziato anche l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, “quello di stamani al centro di via Corelli, come altri, sono tutti segnali che la situazione è grave. Domani- ha concluso – ne parleremo con il premier Matteo Renzi.”

Giuseppe Caretta