Omicidio di Fermo: Mancini vuole donare i suoi beni alla vedova di Emmanuel

Ha espresso al giudice la volontà di donare alla moglie dell’uomo che ha ucciso una parte dei suoi beni, Amedeo Mancini. L’uomo, che al momento si trova nel carcere di Marino del Tronto, lo scorso martedì ha colpito con un pugno un nigeriano di 36 anni, Emmanuel Chtidi Nnamdi, causandone la morte.

amedeo-mancini-1000x600A renderlo noto è lo stesso legale dell’accusato, Francesco De Dominicis, che ha spiegato come Mancini “riconosce di avere una responsabilità morale, ma non giuridica” su quanto accaduto. Ed è per questo che “mette a disposizione tutto quello che ha, un terzo di casa colonica e un pezzettino di terra lasciatagli dal padre, a disposizione della vedova”,  Chtidi Nnamdi.

La donna, che durante i funerali del marito ha avuto un mancamento ed è stata trasportata fuori dalla chiesa, non ha ancora risposto all’assassino di suo marito eppure, più che gli atti giudiziari, sono oggi le parole del parroco Vinicio Albanesi a risuonare come monito. Durante l’omelia funebre svoltasi ieri, infatti, il prete ha ricordato a tutti come “anche l’aggressore sia una vittima.”

Intanto il gip Marcello Caporale non ha convalidato il fermo, ma ha deciso che Mancini restia ancora in carcere, probabilmente a causa della discordanza di versioni fornite dall’uomo e dalla moglie della vittima. Mentre quest’ultima ha sempre affermato di essere stata aggredita prima verbalmente e poi fisicamente, Mancini sostiene di essere stato colpito con un palo e poi di essere passato alle maniere forti. Ecco perché il suo legale preme affinchè gli venga riconosciuta la legittima difesa. Per il momento l’accusa è, e rimane, omicidio preterintenzionale con aggravante razzista.

Giuseppe Caretta