Omicidio Emmanuel: spunta una testimonianza che scagiona Mancini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:33

emmanuelLa morte del giovane nigeriano Emmanuel Chidi è diventata un caso nazionale, uno specchio di un malumore latente da parte della comunità nei confronti degli immigrati. Questa storia di terribile razzismo e violenza ha scosso tutti e l’artefice del pestaggio che ha causato la morte del ragazzo, Amedeo Mancini, è adesso in carcere e li resta perché il gip lo ha giudicato un soggetto pericoloso, votato alla violenza e capace di perpetrare altri gesti di violenza nei confronti degli extracomunitari.

Questa lettura, a pochi giorni dall’accaduto, è stata ribaltata da una testimonianza a sorpresa, l’8 luglio, infatti, una donna di Fermo, Pisana Bacchetti, ha raccontato la sua versione dei fatti al ‘Resto del Carlino‘. La donna ha detto di essere malauguratamente presente al momento dei fatti, secondo la sua ricostruzione Amedeo Macini si sarebbe trovato ad affrontare la coppia che simultaneamente lo colpiva, dunque, avrebbe risposto agli attacchi per preservare la propria incolumità, il che renderebbe l’omicidio involontario, una semplice casualità, un gesto non causato dal razzismo, ma da una semplice legittima difesa. Le parole della Bacchetti, però, risultano poco credibili e la sua ricostruzione dei fatti inverosimile: “Ero presente e voglio precisare che quel povero ragazzo nigeriano, prima di cadere a terra per un pugno subito, si è reso protagonista di un vero e proprio pestaggio del 39enne fermano. Per quattro o cinque minuti è stato attaccato simultaneamente dal giovane di colore e da sua moglie. Lui addirittura lo ha colpito con un segnale stradale trovato nei pressi facendolo cadere a terra e poi hanno continuato a picchiarlo”, può un uomo colpito per cinque minuti con un segnale stradale rialzarsi come nulla fosse?

Anche il gip, nell’udienza preliminare, pur avendo riscontrato (tramite la ricostruzione degli eventi) una reazione da parte del giovane nigeriano ha ricusato la possibilità che si sia trattata di legittima difesa, Mancini, infatti, sarebbe tornato indietro per sferrare il colpo (poi risultato mortale) dopo che la lite si era conclusa, inoltre, i precedenti dell’agricoltore fermano parlano di una condanna per rissa aggravata e tre daspo per atti violenti allo stadio. Possibile che la testimonianza della Bacchetti sia stata montata ad arte per fare parlare ancora dell’argomento o peggio per dare una lettura giustificazionista all’uccisione di un giovane che ha difeso la propria dignità perdendo la vita? Può essere, semplicemente, che la donna abbia voluto il suo momento di notorietà, quel che è certo, ed è innegabile, è che la tensione legata alla presenza degli extracomunitari non solo è presente sul nostro territorio ma si fa giorno per giorno più forte spinta da una propaganda ignorante e razzista, si spera che non servano altre tragedie come questa per far capire che gli atti di razzismo non solo sono inutili ma anche riprovevoli.

Fabio Scapellato