Bye bye Equitalia: l’annuncio di Renzi e la diffidenza delle opposizioni

Matteo RenziE’ stata un’intervista rilasciata ieri all’emittente radiofonica Rtl a sollevare l’ultimo polverone politico. Alla base di tutto, le parole pronunciate dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che è tornato a parlare della prossima chiusura di Equitalia: l’agenzia di riscossione dei tributi più odiata dagli italiani. L’annuncio ha suscitato le reazioni degli avversari del premier (da Luigi Di Maio del M5S a Matteo Salvini della Lega). Ma non solo: la giornata di ieri ha registrato anche l’ennesimo battibecco tra il premier e Massimo D’Alema, che ha incalzato Renzi su Banca Etruria e insider trading.

“Entro l’anno arriverà il decreto che cambierà il modo di concepire il rapporto tra fisco e cittadini – ha scandito il presidente del Consiglio ai microfoni di Rtl – Equitalia non ci sarà più. Il che non vuol dire che non si pagheranno più le tasse, ma si farà in modo più semplice”. Le parole del premier – culminate con un mediatico “Bye bye Equitalia” – hanno suscitato l’ironia del vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio“Ci fa piacere – ha scritto su twitter – che il M5S detti l’agenda politica del premier. Basta annunci! Renzi passi dalle parole ai fatti“. E a tradire una certa diffidenza è stato anche il segretario della Lega, Matteo SalviniSe Renzi si è convinto della inutilità di Equitalia – ha detto – perché non ha sostenuto le proposte della Lega? Renzi e i suoi amici del Pd hanno bocciato in Aula ogni nostra proposta in tal senso. Quindi anche questo sarà il solito annuncio di Renzi, come le riforme della giustizia, della scuola, della pubblica amministrazione, mai viste. Se si vuole davvero cambiare – ha tagliato corto Salvini – meglio mandare a casa Renzi”.

E ad aggiungere un elemento importante alla discussione è stato il deputato di Sinistra Italiana, Giovanni Paglia: “Due settimane fa – ha riferito – il governo ha risposto ad una mia interrogazione in Commissione Finanze in cui chiedevo se esista un piano organizzativo di chiusura di Equitalia. Non è questione da poco, visto che parliamo di una società con 8 mila dipendenti, che gestisce rate dilazionate per più di 25 miliardi di euro. Il ministero dell’Economia ha sostenuto che nessuno ne sa nulla. Oggi (ieri per chi legge, ndr) il premier Renzi torna sull’argomento promettendo di cancellarla in sei mesi. Siamo di fronte a un caso di totale irresponsabilità politica e amministrativa – si è chiesto Paglia – o alle solite bugie?”.

Basta così? Non proprio, ad arroventare il clima politico è arrivata anche l’ennesima “scaramuccia” tra l’attuale presidente del Consiglio e Massimo D’Alema. “Mi accusano di non essere di sinistra – ha dichiarato ieri Matteo Renzi – c’è stato un governo di sinistra che ha privatizzato la Telecom ai capitani coraggiosi, facendo operazioni molto discutibili, ogni riferimento al governo di Massimo D’Alema è puramente casuale. E poi c’è un governo che fa la banda larga pubblica, mettendo i soldi a disposizione di chi ha bisogno”. Un attacco a cui l’ex premier non ha mancato di replicare in maniera puntuta: “Telecom era una società privata, non c’entrava nulla Palazzo Chigi – ha precisato D’Alema – Noi, e quando dico noi parlo del governo, decidemmo solo di non intervenire in un’operazione di mercato. Renzi potrebbe parlarci delle fughe di notizie su Banca Etruria e dell’insider trading ha affondato il democratico – questo è un argomento che forse conosce bene”.

Maria Saporito