M5S, a Roma una vera parentopoli: nomine distribuite ad amici, mogli e fidanzate

Una parentopoli degna del più vetusto partito italiano. E’ questa la diapositiva del Movimento 5 stelle romano, finito nell’occhio

I

del ciclone a causa di una serie di incarichi di sottogoverno che i militanti, ormai passati dall’altro lato della barricata e diventati rappresentanti istituzionali, hanno distribuito a man bassa a parenti ed amici.

Uno scenario grottesco, per un movimento nato proprio in contrapposizione degli “inciuci all’italiana” contro i quali si prefiggeva l’obiettivo di trionfare. E così si viene a scoprire che, ad esempio, la 27enne Veronica Mammi, fidanzata del bis-consigliere comunale Enrico Stefàno, è stata repentinamente spostata dal VI al VII municipio, più periferico e quindi meno soggetto a controlli,  per raggirare l’ostacolo dei due mandati consecutivi. Ora si trova a gestire la delega al Sociale. Mentre Giovanna Teodonio, moglie del protetto della deputata Roberta Lombardi, Marcello De Vito, è finita a fare l’assessore alla Sicurezza del personale e Polizia locale. Ancora: Giuseppe Morazzano e Luca Morazzano, padre e figlio, siedono in consiglio all’VIII municipio assieme a Teresa Leonardi ed Eleonora Chisena, anche loro madre e figlia. Una lunga serie di intrallazzi ed elargizioni di nomine pubbliche degne del più florido periodo della prima repubblica. Una batosta, per il movimento più scomodo degli ultimi vent’anni, che conferma come, una volta entrati nei palazzi del potere, ogni apparato politico finisca per assuefarsi alle logiche che soggiacciono alla sua gestione. Insomma, cambiano i volti ma la sostanza, a quanto pare, resta sempre, terribilmente, la stessa.

Giuseppe Caretta