Bataclan, lettera anonima delle teste di cuoio: “Mai chiamati ad intervenire”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:31

Una lettera anonima per denunciare l’incapacità professionale di uno degli uomini più potenti dello stato francese. E’ questa DCGDJKXA4040-kxoF-U10401354691751b3B-700x394@LaStampa.itl’inusuale protesta del reparto speciale della gendarmeria nazionale, il Gign, che sta riaccendendo la polemica sulla gestione dei momenti più concitati degli attentati del 13 novembre scorso a Parigi.

In particolare, viene contestato al colonnello Herbert Bonneau, capo delle teste di cuoio, di essersi “nascosto dietro a competenze territoriali” per evitare di far intervenire i reparti scelti nel teatro Bataclan, al cui interno persero la vita 130 persone. “Eravamo pronti a sferrare l’assalto – continuano i militari – ma il colonnello attendeva saggiamente di essere chiamato.” La missiva, che ha tutto il sapore di un ammutinamento, non ha precedenti nella storia francese e rivela il grado di tensione, e frustrazione, presente all’interno dei vari rami dello stato. Le competenze territoriali alle quali si fa riferimento partono da una suddivisione generale per la quale, tradizionalmente, la gendarmeria è chiamata ad intervenire nelle piccole e medie città, oltre che nelle zone rurali, mentre la polizia gestisce le metropoli. Ma la notte del 13 novembre qualcosa non è andato come avrebbe dovuto: “Il colonnello Bonneau- prosegue la lettera- ha semplicemente dimenticato di essere un gendarme. Ci vergogniamo di lui come di noi stessi.” Perché quella notte gli uomini del Ging vengono allertati alle 22,26, cioè un’ora dopo le esplosioni allo Stade de France. Perché questo ritardo?                Il comandante riceve l’ordine di dislocare i suoi uomini in una caserma vicino place de la Bastille. 22.06: i militari, addestrati ad intervenire in ogni tipo di circostanza, da attacchi nucleari e chimici a dirottamenti, attendono li per 3 ore senza essere chiamati. Dell’intervento, invece, se ne occupano le Bri, Brigate di ricerca ed intervento, entrate nel Bataclan alle 22,20, ovvero 40 minuti dopo l’ingresso dei terroristi. Alle 22,48 arrivano i rinforzi del “Raid”, le unità d’elite della polizia. Ecco com’è andata la gestione di quella fatidica notte. Un’uscita di scena dei reparti speciali della gendarmeria che oggi, a quanto pare, non è stata ancora digerita.

Giuseppe Caretta

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