Omicidio Veropalumbo, riaperte le indagini: forse collegamento col clan Gionta

Sono passati ormai nove anni dalla notte del 31 dicembre del 2007, quando Giuseppe Veropalumbo, un giovane meccanico napoletano, venne ucciso da un proiettile vagante a Torre Annunziata. Da chi venne sparato quel proiettile che stroncò quella giovane vita, ancora non si sa, così come il movente è sconosciuto: ma la Direzione distrettuale antimafia è disposta a riaprire l’indagine sulla morte del ragazzo, usufruendo anche di nuovi dati forniti dai collaboratori di giustizia.

veropalumboMichele Palumbo, pentito del clan Gionta, ha parlato con la Direzione antimafia e sembra aver indicato chi quella notte dell’ultimo dell’anno ha ucciso Giuseppe Veropalumbo.
Potrebbe essere, secondo le indiscrezioni, un 38enne vicino al clan Gionta; l’uomo sarebbe già stato interrogato dai giudici, e sarebbe iscritto al registro degli indagati: il capo d’imputazione a suo carico è quello di omicidio preterintenzionale.

Le nuove indagini sono riuscite a comprendere da dove fosse stato sparato il colpo mortale: si sostiene infatti che esso sia partito da vicino a Palazzo Fienga, dove trovava dimora il clan Gionta. E così, da un semplice sospetto di un incidente (data l’abitudine di sparare in aria la notte di Capodanno) si cominciò, anche grazie alle testimonianze di alcuni pentiti, a pensare alla pista dell’omicidio vero e proprio.