L’Islam proibisce Pokémon Go: è come l’alcol, “influenza negativamente”

L’assistente dell’Imam di Al Azhar non ha alcun dubbio a riguardo: Pokémon Go è un gioco blasfemo e contrario all’Islam. Abbas Shouman, l’assistente dell’Imam di Al Azhar, che di fatto è la massima autorità dell’Islam sunnita, non ha dubbi a riguardo: questo gioco, che si è diffuso in maniera virale in tutto il mondo, non deve essere utilizzato dai musulmani. Il videogioco infatti “influenza la mente in modo negativo e fa male al giocatore e agli altri senza che ne ve sia consapevolezza”.

pokemonD’altronde la tecnologia, sostiene Shouman, “va utilizzata solo se consente all’uomo di risparmiare tempo e fatica, ma non per svago“. Insomma, un videogioco proprio come l’alcol, nocivo e moralmente inopportuno. Chissà cosa ne penseranno i giovani musulmani.
A far scandalo fra gli imam, però, il fatto che molti ragazzi egiziani abbiano giocato a Pokémon Go anche nelle moschee. “Questo mina l’importanza e il significato delle moschee, che sono i più bei luoghi di preghiera dell’Islam” ha sostenuto Bayaraktutar.

Anche in Israele i militari non possono giocare a Pokémon Go, ma la motivazione è tutt’altra: si vuole evitare che il gioco permetta la diffusione di immagini che devono restare segrete.
Per ora l’applicazione è stata rilasciata in Nuova Zelanda, USA, Australia, da ieri anche in Italia, diventando subito virale.