Migranti, Nuredin Atta Wehabrebi rivela: “Espiantano gli organi a quelli che non hanno i soldi per il viaggio”

Migranti: comandante nave, miei uomini hanno rischiato vitaIl flusso di migranti nelle nostre coste è in continuo aumento, giornalmente la guardia costiera è impegnata in salvataggi ed i carabinieri si mobilitano per arrestare i responsabili di questa tratta umana, l’ultimo episodio risale proprio ad oggi: un gommone durante la traversata del canale di Sicilia si è sgonfiato mettendo in pericolo di vita 400 persone tra uomini, donne e bambini, la guardia costiera ha intercettato l’imbarcazione traendo in salvo 366 persone, ma si pensa che almeno una ventina siano decedute durante le operazioni di salvataggio. Possibile che nonostante gli sforzi continui delle forze dell’ordine e gli arresti degli scafisti (oggi ne sono stati arrestati 4) non si riesca a porre un freno a questa terribile pratica? Possibile che questi sciacalli che si approfittano della disperazione umana non abbiano un organizzazione stratificata che ha delle basi anche nel nostro paese?

Quest’ultima domanda se l’è posta anche la Procura di Palermo, questo gli ha permesso di portare così l’indagine sui trafficanti di esseri umani tra Africa ed Italia ad un livello successivo (in questo modo si punta a smontare tutto il traffico invece di arrestare solo delle pedine). Il successo di questa indagine è maturato solo grazie alla testimonianza del primo scafista pentito, Nuredin Atta Wehabrebi, che da più di un anno collabora con la magistratura per permettere l’arresto degli altri criminali invischiati in questo terrificante commercio. Grazie alle rivelazioni di Atta, la polizia ha scoperto un giro di denaro di milioni di euro con base in una profumeria di Roma (all’interno della quale sono stati trovati 500.000 euro e 25.000 dollari in contanti) che ha portato all’arresto di 38 sospettati. L’organizzazione si serviva della profumeria come base per il riciclo del denaro che poi veniva suddiviso in diversi conti correnti suddivisi in più banche, le cifre del commercio sono eclatanti sembra che, solo nell’estate del 2015, questa organizzazione abbia portato sulle coste di Palermo 4.000 migranti.

Questa importante operazione di polizia è solo l’inizio di un lavoro che si preannuncia mastodontico e che prevede la collaborazione di forze di polizia internazionale. L’urgenza in questo momento è quella di bloccare il traffico d’organi: qualche giorno fa vi abbiamo parlato dei corpi dei bambini ritrovati sulle coste egiziane, i due commerci a detta del pentito sarebbero collegati. Nuredin Atta Wehabrebi, interrogato sull’argomento, ha riferito quello che gli è stato detto dai suoi capi riguardo il commercio degli organi, queste le parole del pentito riportate dal ‘Corriere della Sera‘: “Talvolta i migranti non hanno i soldi per pagare il viaggio che hanno effettuato via terra, né a chi rivolgersi per pagare il viaggio in mare, e allora mi è stato raccontato che queste persone che non possono pagare vengono consegnate a degli egiziani, che li uccidono per prelevarne gli organi e rivenderli in Egitto per una somma di circa 15.000 dollari. In particolare questi egiziani vengono attrezzati per espiantare l’organo e trasportarlo in borse termiche”.