Euro 2016, sette giorni dopo: la vittoria dei gregari e la sconfitta di superbi e milionari

Ad una settimana dalla fine dell’Europeo sembra essere passata già una vita e sembra di essere già in un altro mondo.

Ci ritroviamo a vivere un momento da shock economy, ma con più di un 11/9 di mezzo: nella Francia che l’Europeo l’ha ospitato abbiamo visto come anche un camion possa essere usato per seminare terrore ed uccidere innocenti all’interno di folli dinamiche integraliste; nella Turchia che all’Europeo ha fatto una magra figura (e che l’Europa vede in fondo distante da sé) abbiamo visto l’Esercito – fondato da Ataturk al fine di mantenere la laicità dello Stato turco – fallire un Colpo di Stato, regalando così ad Erdogan la possibilità di ulteriori giri di vite autocratici.

Ma torniamo ad una settimana fa, quando il Portogallo gioca la finale contro la Francia padrone di casa: entrambe le squadre hanno raggiunto l’ultimo match prima di poter alzare la coppa dopo un cammino discretamente fortunoso. I lusitani hanno vinto una sola gara nei 90’, dopo aver superato la fase a gruppi come una delle migliori terze (nelle precedenti edizioni non sarebbe accaduto), pareggiando l’ultimo match contro l’Ungheria (raggiunta per ben tre volte, anche grazie alla migliore prestazione di CR7 nella competizione). I galletti, dal canto loro, gare ne hanno vinte di più, ma spesso hanno approfittato ottenuto la vittoria in extremis: già nel match d’esordio, contro la Romania, solo un bel gol di Dimitri Payet all’89’ ha cambiato le sorti dell’incontro (destinato ad un pareggio).

In finale, è nuovamente Payet (autore di un’ottima competizione) a cambiare le sorti: con un’entrata abbastanza dura (anche se un esperto d’entrate dure come Keane non sarebbe esattamente d’accordo con noi, se è vero che ha dichiarato “E’ solo sfortuna. Non è un fallo. Se c’è qualcosa, c’è solo un grande tackle, Ronaldo è stato solamente sfortunato con la gamba d’appoggio e l’inerzia dell’intervento”) mette fuori gioco la prima donna Cristiano Ronaldo che, tra le lacrime, è costretto ad uscire dopo nemmeno 30’.

Il Portogallo parrebbe destinato alla disfatta, trovandosi a giocare senza il proprio leader carismatico ma con gregari e scarti (e qualche sporadica promessa, frattanto): gioca quel Quaresima che l’Inter fece giocare 24 volte in un anno e mezzo; gioca l’ex Manchester United Nani che nell’ultima stagione ha giocato proprio nella Turchia che di lì ad una settimana vedrà il quinto tentativo di colpo di stato ad opera dell’esercito. E ad un certo punto – al 79’ – entra Éderzito António Macedo Lopes, attaccante del Lille, meglio noto come Éder. Gioca il suo match da gregario, tra sponde e spalla contro spalla, finché al 109’ si inventa una magia.

Con un tiro da fuori, la sottovalutata punta regala il match ai suoi: Lloris è beffato, il Portogallo è campione d’Europa e per Éder (che ha raccontato due giorni fa alla Tv portoghese: “Mio padre è in prigione da quando avevo 12 anni, dopo la morte della mia matrigna venne accusato del suo omicidio”) è riscatto.

L'esultanza di Eder

Per la Francia, una tragedia sportiva (ben distante da quelle vere del terrorismo): la Nazionale degli ipervalutati Pogba e Griezmann era già pronta a festeggiare – come spesso accade in questi casi era già pronto il pullman per le parate celebrative – ma si piega al Portogallo dei gregari.

Si piega al Portogallo dopo aver superato in maniera convincente praticamente solo l’Islanda in semifinale (un netto 5-2): quella stessa Islanda che nel suo match d’esordio aveva pareggiato per 1-1 contro il Portogallo poi campione d’Europa del piangente Ronaldo, che aveva tributato parole sprezzanti alla Nazionale sorpresa della competizione continentale (oltre a non aver scambiato la maglia con un avversario che glielo aveva chiesto): “Non hanno fatto nulla in campo se non difendersi. Questa è una mentalità da piccola squadra, non faranno nulla. Hanno avuto in tutto due occasioni, poi non hanno fatto più nulla. Alla fine della partita esultavano tutti come se avessero vinto l’Europeo o qualcosa del genere. Con questo atteggiamento non andranno da nessuna parte”.

Pullman Francia campione

Andranno ai quarti, in realtà: un record assoluto per una Nazione di poco più di 300.000 anime. Una Nazione che – nell’anno del Leicester campione in Premier – ha fatto sognare gli amanti del calcio: una Nazione di 320.000 anime che ha fatto innamorare il Vecchio Continente grazie alla ritmata esultanza che poi la Francia ha provato a copiare (inimicandosi così il fato?) e grazie ad un approccio umile alla competizione e al singolo match (l’opposto di quanto rappresentato da CR7).

Un approccio umile simile a quello della nostra Nazionale.

Giunge così il momento di venire a noi. Una Nazionale incompleta (come dimenticare degli infortuni di Verratti e Marchisio?), composta da gregari, calciatori ignoti alle grandi platee (tranne la insuperabile difesa, composta dal blocco Juve, che non ha tradito le attese): effettua un cammino perfetto, superando alla prima i favoriti del Belgio e agli ottavi la Spagna che nelle ultime occasioni aveva sempre avuto la meglio. Arriva al match contro la Germania, campione del Mondo in carica e storica rivale (sempre battuta in match ufficiali): gioca con Parolo, Giaccherini e Sturaro interni di centrocampo, a causa delle molteplici assenze. Gioca una partita gagliarda. Pareggia il vantaggio tedesco. Arriva ai rigori.

Ma poi arriva il cucchiaio promesso da Pellè a Neuer e, subito dopo questo gesto di superbia, tutto va a rotoli. La Germania ci supera, va sopra e vince ai rigori. Noi usciamo, in una competizione che ci avrebbe – a posteriori soprattutto – tranquillamente potuto dare maggiori soddisfazioni.

Considerata tutta la storia dell’Europeo, non è difficile vedere una sottile linea che collega tutti questi eventi: con l’umiltà pronta a vincere sulla superbia, con le squadre composte da veri sportivi che poco si interessano al vile denaro capaci ad avere la meglio su nazionali di milionari. Siamo così certi che non ci sia stato un vero e proprio disegno dall’alto per farci riflettere?

RDV