Zanetti e Verdini verso un nuovo gruppo politico. E’ caos nel Pd

Zanetti e VerdiniNonostante l’estate inoltrata, l’annuncio di Enrico Zanetti non è passato inosservato. Anzi: il viceministro all’Economia ha, nei giorni scorsi, ufficializzato lo “strappo” all’interno del suo partito, Scelta Civica, e anticipato l’intenzione di dare vita a un nuovo soggetto politico. Fin qui niente di sconvolgente, se non fosse che nel nuovo gruppo, intenzionato a ricompattare “il centro moderato e liberal-democratico”, Zanetti vuole arruolare i parlamentari di Ala vicini a Denis Verdini. Tanto quanto basta a far insorgere la minoranza del Pd, che ha visto nella mossa dell’ex “montiano” il tentativo di fare entrare obliquamente i “verdiniani” nella maggioranza di governo.

Il disegno attribuito a Zanetti ha seminato nuova zizzania tra i democratici. “Sulla vicenda va fatta assolutamente chiarezza – ha dichiarato il poco “renziano” Federico Fornaro Zanetti non diventi il cavallo di Troia con cui Ala e Denis Verdini entrano in maggioranza. Il Pd non può prestarsi a dare il fianco ad operazioni trasformistiche del genere”. Dello stesso parere, il presidente dei democratici, Matteo OrfiniIl governo e il Pd sono impegnati a cambiare il Paese e a mostrare, nella pratica, un modo nuovo di fare politica – ha detto – Operazioni come questa di Zanetti e Verdini provocano sconcerto. Sono furbizie di cui non abbiamo bisogno. Questo governo ha una maggioranza chiara. Abbiamo ribadito, in più di un’occasione, quali sono i confini politici. E su quei confini ci attestiamo”.

Il sentore più diffuso – come già detto – è che il viceministro all’Economia (che non disdegna le ospitate in tv) abbia progettato di dare corpo a un soggetto politico nuovo – che si chiamerà “Cittadini per l’Italia” e dovrebbe coinvolgere anche i “tosiani” di Fare – per avvicinare i parlamentari di Denis Verdini ai banchi del governo. Ma è davvero così? Difficile a dirsi. Di certo il sospetto esiste, così come le richieste di dimissioni – formalizzate, in maniera più ufficiosa che ufficiale, per il momento – nei confronti di Zanetti. Che si difende a spada tratta: “Dimissioni per cosa? – è sbottato – Ho sparato a zero contro il governo di cui faccio parte? Ho ricevuto un avviso di garanzia per corruzione o qualche altra infamante accusa? Niente di tutto questo: sono, esattamente come ieri, una persona pulita e a cui viene pure riconosciuta una buona competenza sulle materie di cui si occupa. Inoltre, sul piano politico – ha spiegato Zanetti – continuo a essere il segretario di Scelta Civica. E la richiesta diventa surreale, se si considera che il partito ha rotto con il gruppo anche per il modo, a dir poco funambolico, in cui un numero crescente di deputati seguiva la linea politica di sostegno al governo e alle riforme”.

Maria Saporito