Roma, il mistero dell’assassino del Tevere: Galioto spinse nel fiume anche un altro ragazzo?

Il tragico caso della morte di Beau Solomon, lo studente 19enne del Wisconsin venuto a Roma per studiare e trovato morto nel Tevere qualche giorno dopo la sua scomparsa, per le sue analogie con il caso di un altro ragazzo morto potrebbe far riaprire il caso di quest’ultimo.
Federico Carnicci era un artista di strada che nel luglio del 2015 venne ripescato, senza vita, nelle acque del Tevere. Aveva 27 anni.

galiotoGli inquirenti sentirono Alessia Pennacchioli, la compagna di Massimo Galioto, il clochard accusato di aver spinto nel fiume Beau Solomon: Carnicci, infatti, avrebbe vissuto nella zona dove anche Galioto viveva, sotto il ponte Garibaldi. Sembra inoltre che l’artista di strada avesse litigato con Galioto, accusandolo di aver rubato oggetti dalla sua tenda. Il caso venne chiuso come incidente ma adesso, sostiene l’avvocato della famiglia di Carnicci, “l’indagine in corso sulla morte dello studente americano potrebbe fornire nuova luce sul caso Carnicci“.

Sulla pagina Facebook della compagna di Galioto si sono letti messaggi, poi cancellati, che insinuavano come la morte dei due giovani nel Tevere non fosse così scollegata. Messaggi di condanna, accuse a Galioto. E le strane frasi dette da Galioto stesso, come la seguente: “I toscani ogni tanto andrebbero annegati. Io ne ho annegati due perché non pagavano un debito”.