Messina, trovati resti di un delfino divorato dallo squalo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:26

delfino-squalo-messina-4-236x420L’avvistamento del grosso esemplare di squalo nei dintorni dello Stretto di Messina aveva generato non poca apprensione da parte delle autorità e dei bagnanti. La consapevolezza che lo stresso sia una zona di passaggio (di solito gli squali si fermano solo qualche giorno per poi tornare in acque più profonde e fresche) ed il controllo vigile dei sommozzatori della Guardia Costiera, aveva successivamente abbassato il livello di tensione che con il passare dei giorni era addirittura scomparso. Ieri, però, l’avvistamento sulla spiaggia di Saba dei resti masticati di un delfino ha riacceso la paura legata alla presenza del grosso cacciatore.

Le foto dei resti dell’animale non lasciano dubbi su quanto successo, il delfino è stato attaccato e sbranato dallo squalo che poi ne ha rigettato le ossa portate a riva dalla corrente. Risulta evidente che il pericolo di incontrare il mastodontico cacciatore nelle zone più profonde è ancora molto alto e per questo motivo l’allerta divulgato la settimana scorsa dalla Guardia Costiera che avvertiva i bagnanti di non allontanarsi a nuovo dai litorali rimane tuttora valido. Per maggiore tranquillità dei bagnanti è bene ricordare che solitamente gli squali emergono in superficie per cacciare durante la notte e che tendono ad evitare le zone costiere sia per la scarsa profondità delle acque che per l’inquinamento, quindi, il rischio di incontrarlo durante una giornata di mare dovrebbe essere minimo.