Nizza, tre dei cinque arrestati sono incriminati per aver collaborato alla strage

Tre delle cinque persone che sono state arrestate in seguito alla strage di Nizza sono ora incriminate per aver partecipato in maniera indiretta alla strage, come ha reso noto la Procura di Parigi. L’imputazione a loro carico è “complicità in omicidio commesso da un gruppo con legami terroristici”. Per gli altri due arrestati, invece, l’accusa è di violazione della legge sulle armi. Tutti e cinque si trovano attualmente in carcere.

nizzaSecondo il Procuratore di Parigi Molins il killr Mohamed Lahaouiej Bouhlel, ucciso dalla polizia dopo la strage, sarebbe stato affiancato da una rete ben organizzata di soggetti, ciascuno con il proprio ruolo nel folle piano. Un tunisino di 22 anni, Ramzy A., ha ricevuto dal killer un sms prima della strage, nel quale l’assassino si congratulava per la pistola datogli il giorno prima.

In casa di R. A., già condannato sei volte, sono stati trovati 2 etti di cocaina, un AK-47 e 2.500 euro in contanti.
Artane H. e la compagna Enkeledja Z., albanesi, sono sospettati di aver fornito la pistola al killer di Nizza. Il tunisino Choukri C. sarebbe stato il destinatario del messaggio di Bouhlel di portare più armi, mentre Whalid G., tunisino 40enne, era in stretto contatto con Choukri C. e aveva parlato per primo di “radicalizzazione” del killer di Nizza.