Papa Francesco avverte le suore: “Attenzione ai social”!

Nella Costituzione Apostolica Vultum Dei quaerere (“La ricerca del volto di Dio”), incentrata sulla vita contemplativa femminile, Papa Francesco oggi mette in guardia laiche, missionarie e suore di clausura, contro le insidie che si celano dietro i social e ne condanna l’abuso negli istituti religiosi femminili.

Se è vero che anche nei monasteri di clausura il web può costituire uno strumento valido per la comunicazione con l’esterno, l’informazione e la formazione, esso può altresì nascondere “insidie demoniache”, pertanto il santo Padre raccomanda le suore di clausura di impiegare i social con “prudente discernimento affinché siano al servizio della formazione alla vita contemplativa e delle comunicazioni necessarie, e non occasione di dissipazione o di evasione dalla vita fraterna in comunità, né danno per la vostra vocazione, né ostacolo per la vostra vita interamente dedita alla contemplazione“.

Invero a questo scopo in taluni monasteri di clausura – tenendo conto anche del fatto che non è semplice conciliare la scelta dell’isolamento con la naturale inclinazione alla socializzazione e alla vita “mondana” -,  vigono regole che limitano l’uso di internet, cosicché le suore possono, ad esempio, accedere al web solo in alcune ore del giorno e sempre in gruppo.

Nella nostra società – si legge ancora nella Costituzione Apostolica – la cultura digitale influisce in modo decisivo nella formazione del pensiero e nel modo di rapportarsi con il mondo e, particolarmente, con le persone. Questo clima culturale non lascia immuni le comunità contemplative”.

Come è noto il perpetrarsi degli atteggiamenti di uso ed abuso del web, innesca meccanismi di dipendenza che comportano la perdita di contatto con la realtà e lo stimolo di vivere i rapporti in maniera più concreta e “umana”, oltre che il rischio di ammalarsi di “tecnostress”.

Quando il rapporto con i social media diventa compulsivo si “origina una stato di costante superficialità che tende a favorire la condizione mentale tipica per cadere nelle trappole mentali” dice il professor Gian Carlo Cocco; oppure nei casi più gravi sintomi psicologici come ansia, pensieri ricorrenti, depressione, attacchi di panico, paura, problemi di sonno, insicurezza, suscettibilità.

E sebbene Papa Benedetto XVI abbia in passato espresso posizione di chiara apertura nei confronti di internet, dei social network e delle nuove forme di comunicazione, peraltro condivisa da Papa Francesco, quest’ultimo ha voluto in sostanza richiamare all’equilibrio e all’obbedienza, perché le suore non incorrano nella tentazione dell’autocompiacimento.

Michela De Minico