Attentato Monaco, il killer: “Sono tedesco. Io vittima di bullismo”. Forse emulo di Breivik

E’ un botta e risposta tesissimo, che precede il momento dell’attentato che ieri ha stravolto la città di Monaco di 333924-thumb-full-spari_definitivo_22072016Baviera. L’attentatore è asserragliato sul tetto del palazzo adiacente al centro commerciale OEZ dove si è svolta la tragedia. Uno scambio di battute e insulti fra l’uomo armato e un testimone che, assieme ad un amico, riprende la scena dal balcone del palazzo di fronte. Per gli inquirenti, il killer non ha alcun legame con l’Isis, almeno non secondo le informazioni raccolte al momento. Uno squilibrato, molto probabilmente, emulo di Anders Breivik che 5 anni fa ammazzò 77 giovani ad Utoya (ieri cadeva l’anniversario della strage). Molti testimoni hanno infatti dichiarato che il giovane, identificato come Ali Sonboly, avrebbe urlato insulti razzisti nei confronti degli immigrati: “Scheiße Ausländer” (“Stranieri di m***a”) è infatti quanto gridato dall’attentatore prima di portare a compimento il suo piano omicida.

Questa la trascrizione del dialogo riportato dai media

dialogo dal balcone. Questa la trascrizione del dialogo riportata dai media:

Uomo sul balcone: “Sei uno stronzo del cazzo, ecco cosa sei…”.
Attentatore: “A causa vostra sono stato vittima di bullismo per sette anni…”.
Uomo sul balcone: “Coglione. Sei un coglione”.
Attentatore: “… e adesso devo comprare una pistola per spararvi”.
Uomo sul balcone: “Una pistola! Vaffanculo! Dovrebbero tagliarti la testa, stronzo”.
A questo punto l’attentatore e l’uomo sul balcone cominciano a urlare l’uno contro l’altro.
L’uomo sul balcone sembra rivolgersi alle persone che stanno riprendendo la scena in video e dice riferendosi all’attentatore: “Ha una pistola, il tipo ha una pistola”.
Voce fuori campo: “Turchi del cazzo!”.
Uomo sul balcone: “Straniero del cazzo”.
L’uomo sul balcone si rivolge a qualcun altro: “Ehi! Quello ha una pistola! Ha caricato la sua pistola. Chiamate i poliziotti”.
Attentatore: “Io sono tedesco”.
Uomo sul balcone: “Tu sei un coglione, ecco cosa sei”.
Attentatore: “Smettetela di filmare!”.
Uomo sul balcone: “Tu sei un coglione. Che cazzo stai facendo?”.
Attentatore: “Sì cosa, io sono nato qui”.
Uomo sul balcone: “Sì e che cazzo credi di fare?”.
Attentatore: “Io sono cresciuto qui nella zona della Hartz 4” (riferito al quartiere povero e abitato da percettori di sussidio pubblico, ndr).
L’uomo sul balcone e l’attentatore parlano allo stesso tempo.
Uomo sul balcone: “Sì, il trattamento é quello che fa per te”.
Attentatore: “Io qui non ho fatto niente per (incomprensibile)… Per favore stai zittò.
Uomo sul balcone: “Sei un pezzo di merda”.
Uomo sul balcone alle persone vicine: “Ehi, quello sta al piano superiore”.
La persona con la videocamera corre al riparo quando l’attentatore comincia a sparare e l’uomo sul balcone dà del “pezzo di merda” all’attentatore.
Uomo sul balcone: “Scommetto che da tempo stanno cacando nella tua testa”.
Attentatore: “No, non lo stanno facendo, non lo stanno facendo, questo é il punto. Non lo stanno facendo”.

Poi il video si interrompe. Poco dopo il dramma cala su tutta Monaco e non solo.

Giuseppe Caretta