Mistero Malaysia Airlines, per la polizia è stato “omicidio suicidio premeditato da pilota”

L’ultima ipotesi sul mistero della sparizione del Boeing 777 della Malaysia Airlines, scomparso l’8 marzo del 2014 trascinando nell’ignoto con sé 239 persone, sarebbe quella dell’omicidio-suicidio. Anzi, sarebbe il caso di dire del suicidio-strage. La polizia malese ha consegnato al New York Magazine un documento che rivelerebbe che il capitano, Ahmad Zaharie, prima dell’incidente aveva simulato il volo suicida.

malaysiaIl capitano aveva utilizzato un simulatore casalingo per eseguire una rotta di volo molto simile a quella che, secondo gli inquirenti, il volo scomparso avrebbe effettuato prima di sparire nell’Oceano Indiano Meridionale. Secondo tale ricostruzione, il pilota avrebbe pilotato l’aereo fino all’esaurimento del carburante. La spiegazione più plausibile alla scomparsa del volo della Malaysia Airlines, quindi, sarebbe quella del gesto premeditato da parte del pilota.

Il New York Times ha anche ammesso che la somiglianza fra le rotte possa anche essere una coincidenza, se però così non fosse, potrebbe essere un caso speculare a quello di Andreas Lubitz, il co-pilota che fece schiantare il volo Germanwings fra Dusseldorf e Barcellona nel 2015. Dell’aereo erano stati ritrovati solo alcuni pezzi del relitto, che erano riaffiorati sulle spiagge del Mozambico, restituiti dall’Oceano. Intanto le operazioni di ricerca, dopo due anni abbondanti, sono state sospese finché non vengano ritrovati elementi di rilievo.

Mariagrazia Roversi