Teo Teocoli: tutto sulla cocaina.

teoteocoliTeo Teocoli, in una intervista al Corriere  della sera, decide di  aprirsi sinceramente e di raccontare della sua vita.

Teocoli inizia a raccontare della sua infanzia, dicendo: “Mamma veniva da una famiglia di giostrai, papà era andato in Marina sotto le bombe inglesi.Dopo la guerra siamo sbarcati a Milano, zona Niguarda-Fulvio Testi a quei tempi quasi campagna. Mamma cuciva in sartoria, papà non lavorava e non si vedeva mai, meglio perché quando arrivava mi picchiava di brutto: il classico padre-padrone. Ero un disadattato: di fronte al bidelloin divisa ho pianto per ore, facevo fatica a scrivere e leggere, non capivo nemmeno il concetto di proprietà. Mi chiamavano terun, africa, baluba, altro che non incazzarsi..! È un miracolo che sia arrivato a ragioneria perché non ho mai studiato niente, giuro. M’intortavo le prof, facevo ridere anche loro”.

Ma la parte dell’intervista più interessante è quella in cui Teo Teocoli racconta della droga. Teo infatti annuncia: “D’altra parte gli anni ‘70 erano sesso, droga e rock and roll, atmosfera pazzesca, libertà, niente senso del peccato…Va bè, gli spinelli non li contiamo, uno dei più belli con Califano l’abbiamo fumato dopo Italia-Germania 4-3. Ho provato la metedrina, usata ai tempi da molti studenti sotto esami per studiare di notte. C’era talmente tanto da fare, come si poteva dormire? Risultato, occhi spalancati tre giorni di fila e da lì mai più. Cocaina? La prima pista ci ho starnutito su come Woody Allen in Io e Annie e m’hanno guardato storto. Poi ho imparato a non starnutire ma dire che m’abbia preso seriamente sarebbe una bugia. Fra l’altro la roba che circolava era meno pericolosa di quella di oggi. Comunque non ne vado fiero e alle mie figlie ho parlato chiaro“.

Stefania Titone