Siria, raid su ospedale da campo: muore bimbo di appena 2 giorni

Quattro ospedali da campo e una banca del sangue. Sono questi i target degli ultimi bombardamenti che hanno colpito la città siriana di Aleppo. Nei raid è morto anche un bimbo di appena due giorni. L’associazione dei medici indipendenti, che ancora resiste a svolgere il proprio lavoro in una città ridotta ad un cumulo di macerie, ha riferito 085924849-89a9d3c8-8a5d-4e8a-ab5a-dc0e970c0f0dche il piccolo era nato in un ospedale pediatrico nella zona orientale della città.

Uno stillicidio che, in Siria, non risparmia ormai più nessuno. Ieri le truppe arabo-curde guidate dalla Coalizione filo- Usa sono entrati a Mambij, nel nord del Paese. Una giornata di guerra intensissima, con la popolazione civile rimasta incastrata tra il fuoco incrociato dei bombardamenti filo-americani, il tiro dei cecchini curdi e le ritorsioni degli ultimi scampoli jihadisti rimasti in città. Un pantano.

Muhammad Khatib, ex consigliere comunale di Manbij, oggi fuggito al nord di Aleppo, afferma che “non ci sono posti sicuri per proteggersi dai raid aerei. Ogni civile è considerato un terrorista dagli americani, mentre i curdi sono ancora lontani dal quartiere generale dell’Is”. Ma è tutta la zona ad essere al centro di uno scontro intenso d’artiglieria. Manbij, che si trova tra Aleppo e Raqqa, è considerata la “capitale” dell’Isis. Solo pochi giorni fa un raid della Coalizione filo- Usa aveva provocato un numero imprecisato di morti fra i civili. L’Unicef aveva parlato di almeno 20 bambini rimasti sotto le macerie. Poi, a seconda delle fonti, i numeri variano sino ad un massimo di 210, come hanno riferito attivisti fuggiti a nord.

Giuseppe Caretta