Il doodle del giorno: omaggio al poeta libanese Ounsi el-Hajj

doodleImpeccabile nel suo doppiopetto blu, con un paesaggio senza tempo né precisi riferimenti geografici a fargli da sfondo. Così il doodler “ingaggiato” oggi da Google ha voluto rappresentare il poeta, scrittore, giornalista e traduttore libanese Ouns el-Hajj, una delle figure più importanti del panorama culturale arabo. Attento e affezionato osservatore del mondo, Ouns el-Hajj si è occupato di cose terrene e ultraterrene, esaltando la bellezza della natura e l’utopia di una “umanità globale”, senza barriere fisiche e temporali. A questo autore indimenticato, il motore di ricerca più famoso del mondo ha scelto di rendere omaggio oggi con un ritratto sui generis – che lo raffigura, tra l’altro, su un tappeto di girasoli e una grande farfalla rossa poggiata sul palmo della sua mano – nel giorno in cui avrebbe compiuto 79 anni.

Ouns el-Hajj, meglio conosciuto in Occidente come Ouns el-Hage, è stato il pioniere della poesia araba in prosa. Autore di ben 6 raccolte di poesie, di un libro (in tre volumi) di saggi intitolato “Parole, parole, parole” e di un testo contenente aforismi e riflessioni filosofiche, il fine giornalista libanese si è occupato di cultura e politica. Ma non solo. Nelle sue opere, ha spesso celebrato l’idea di un continuum storico in cui gli uomini sono considerati ingranaggi di un meccanismo grandioso, capace di abbattere le distanze. “E come la mia età/ è contata in anni – scriveva in una delle sue più celebri poesie – allo stesso modo io mi allontano da questa collana/ come gocce di perla”. Come a ricordare che, al di là della data o del luogo di nascita, tutti noi facciamo parte di un disegno più grande, destinato ad accomunarci fatalmente.

Molte delle poesie di Ouns el-Hajj sono state tradotte in inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo, portoghese, armeno e finlandese. Mentre egli stesso si è premurato di tradurre in lingua araba alcune delle opere più rappresentative di Shakespeare, Ionesco, Camus e Brecht. Gettando le basi di un metaforico ponte orientato ad avvicinare culture apparentemente incociliabili.

Maria Saporito