Ucciso da clandestino, no a risarcimento a famiglia: “Era ricco”. Guadagnava 13mila euro l’anno

La famiglia di David Raggi, il 27enne di Terni ucciso nel marzo del 2015 da un immigrato marocchino ubriaco, non avrà alcun indennizzo. Una doppia ingiustizia: una vita giovane strappata senza alcun senso (il ragazzo venne ucciso, colpito alla gola da un bicchiere rotto, fuori da un locale) e nessun risarcimento. Il suo assassino, Aamine Assoul, non avrebbe neppure dovuto essere in Italia: entrato illegalmente con i barconi, venne espulso nel 2007 e rientrò, sempre illegalmente, chiedendo asilo. La commissione respinse la richiesta dopo diversi furti commessi dal marocchino, lui presentò ricorso. E quella maledetta sera di marzo uccise David Raggi.

risarcimentoLa famiglia di David non avrà dritto ad alcun risarcimento perché la normativa italiana fissa, per avere accesso ai fondi di risarcimento, la soglia di reddito a 11.528 euro annui.
David ne guadagnava pochi di più: il ragazzo aveva appena iniziato a lavorare e guadagnava circa 13mila euro all’anno.
Il risultato è che adesso la sua famiglia non è beneficiaria del risarcimento, e l’omicida è nullatenente e non può pagare.

L’avvocato dei Raggi, Massimo Proietti, ha sostenuto che la norma è “incostituzionale e contraria ai principi interni ed europei”. “Non capisco come si possano distinguere morti e morti sulla base di un reddito” ha detto il legale. “Per quanto ci riguarda comunque andremo avanti per vie legali visto che presenteremo istanza”.

Mariagrazia Roversi