Uccise il fratello di un boss, a tradirlo è il DNA: arrestato 55enne

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:47
(foto Newpress)
(foto Newpress)

E’ stato il DNA a tradire Emilio Colantuoni, 55 anni, residente a Paullo (Milano). Il 10 maggio 2012 Giuseppe Nista fu assassinato da due killer in moto mentre si recava a prendere un caffè a bordo della sua BMW, prima di cominciare la giornata di lavoro nella sua officina di sfasciacarrozze: gli omicidi lo hanno affiancato e freddato con una serie di colpi. 

Oggi, dopo 4 anni, i carabinieri del nucleo investigativo di Monza hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il Colantuoni, che deve rispondere dell’accusa di omicidio.

La vittima, 44 anni, era legato agli ambienti della malavita organizzata: basti pensare che il fratello, Domenico Nista, era ritenuto dall’Antimafia un elemento di spicco dell’omonimo clan. Giuseppe Nista dal 2007 aveva fornito informazioni molto utili all’autorità giudiziaria in merito ad alcune inchieste.

Una volta eseguito il delitto, i due killer erano fuggiti gettando in un cassonetto i guanti e il casco. I carabinieri del gruppo di Monza hanno prelevato questi oggetti e li hanno affidati al Ris di Parma per confrontare il DNA con quello di Colantuoni, che già catalizzava i sospetti degli inquirenti. Un confronto che ha portato i risultati sperati. Un’ulteriore conferma è giunta dall’intercettazione di una conversazione telefonica dell’uomo con la moglie, durante la quale l’assassino chiariva alcune circostanze dell’omicidio e della fuga.