Reggio Calabria, torna l’ex pentito: scontri fra cosche, quattro arrestati

Nella notte l’operazione della squadra mobile di Reggio Calabria “Kalané” ha fatto quattro arresti, mentre un quinto uomo è ricercato ma irreperibile. Gli arresti sono stati compiuti nell’ambito di una retata contro la mafia, dopo che un ex collaboratore di giustizia, Peppe Greco, boss di Calanna, ha rinunciato al programma di protezione per tornare a “conquistare” il territorio che si era lasciato alle spalle.
reggioImmediatamente la reazione degli avversari è stata compiuta: dei sicari, ad aprile, si erano presentati di fronte alla casa di Greco sparandogli con un fucile, ferendo il boss ed uccidendo un suo aiutante, Domenico Polimeni. Dopo 25 giorni di ospedale Greco è tornato a Calanna dove è stato arrestato con Domenico Provenzano, Antonio e Giuseppe Falcone. Irreperibile, invece, Antonino Princi, 45 anni. Peppe Greco, secondo la ricostruzione del questore, avrebbe cercato di uccidere Princi che si salvò dopo un lungo inseguimento in automobile.

Insomma, una lunga striscia di vendetta, di sangue e di orrore a Reggio Calabria. Ora per gli uomini fermati l’accusa è omicidio, tentato omicidio con aggravante della premeditazione, ricettazione e porto abusivo di armi da fuoco. Anche se ancora non si può parlare di guerra di mafia, è indubbio che l’omicidio ed i tentati omicidi che si sono susseguiti in questi mesi erano sicuramente nell’ambito della malavita.