Muore Anna Marchesini. Assieme a Solenghi e Lopez diede vita al Trio

E’ morta l’attrice Anna Marchesini, indimenticabile professionista del teatro e della televisione. A darne l’annuncio è stato il fratello Gianni, che sul suo profilo Facebook ha pubblicato il seguente post: “Prima che lo sappiate da quel tritacarne dell’informazione- ha scritto- tengo a dirlo io. Ora in questo momento è morta mia sorella Anna o-ANNA-MARCHESINI-facebookMarchesini. Grazie a tutti. Non sarò in grado di rispondervi.”

Uno dei primi colleghi a commentare l’accaduto è stato Tullio Solenghi, con lei una vita intera assieme a Massimo Lopez: “In questo momento mi piace ricordare Anna e non la Marchesini. Mi piace ricordare, cioè, l’amica e la sorella con la quale ho condiviso 12 anni di vita in comune. Preferisco pensare ad Anna non soltanto come ad una grande attrice comica, quale è stata per 40 anni. Ma ad un’amica di cui si ricordano tutti gli aspetti privati. E’ stata un prodigio e ha contribuito a far diventare il Trio quello che è stato per tanti anni. Ma ora penso soprattutto alla persona che è stata.” Malata da tempo di artrite reumatoide, l’attrice avrebbe compiuto 63 anni il prossimo novembre.

Il successo del sodalizio artistico della Marchesini, Solenghi e Lopez arrivò nel 1990 quanto Rai1 trasmise 5 puntate di uno dei loro cavalli di battaglia: una rivisitazione in chiave comica dei Promessi Sposi di Manzoni. Poi, dopo il boom di ascolti (una media di 13 milioni di spettatori a puntata, con picchi di 17 milioni), un secondo spettacolo in teatro, In principio era il Trio, aggiudicatosi il Biglietto d’oro per il 1991. Fino al 1994, anno dello scioglimento ufficiale. Da li in poi la carriera della Marchesini proseguirà con Tullio Solenghi, mentre Lopez sceglierà la carriera solista. Nel 2008 un ritorno, con la conduzione a tre di Non esiste più la mezza stagione.

Negli ultimi anni Anna Marchesini si era dedicata anche all’insegnamento presso l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico. Nel suo “testamento spirituale” postato sul suo sito si legge: “Ho già adocchiato una vetrinetta in sala riunioni con un piccolo cofanetto verde di porcellana, credo. Ritengo sia ideale per contenere le mie ceneri.” Salvo poi concludere con la sua proverbiale ironia: “E se poi l’Accademia trasloca? E se durante il trasloco il cofanetto verde si rompe?” Intanto il mondo del teatro piange la perdita di una delle sue più splendide regine.

Giuseppe Caretta