Strage di Gornji Vakuf, si cerca il cugino di Paraga che ordinò l’eccidio degli italiani

Sulla strage della Bosnia, l’eccidio di Gornji Vakuf che vide cadere tre volontari (due bresciani ed un mantovano) mentre altri due si salvarono miracolosamente, c’è ancora tanto da dire. I volontari stavano raggiungendo un villaggio della Bosnia, con un camion pieno di aiuti. Ma sulla Via dei Diamanti incontrarono Hanefija Prijic, detto Paraga, che fermò il loro camion, li derubò e li portò in un bosco per fucilarli.

bosniaL’esecutore materiale della strage fu, secondo le indagini, Dino Prijic, cugino di Paraga, che però adesso è irreperibile. Su di lui non si hanno notizia, anche se qualcuno sostiene che sia fuggito in Canada. Il tempo però sfugge: il 28 ottobre l’ordinanza di custodia cautelare di Paraga scade, ed egli potrebbe tornare un uomo libero. C’è poco tempo per rintracciare colui che avrebbe la maggior responsabilità della strage, Dino Prijic.

Ma Paraga ha già detto la sua riguardo alla possibilità di trovare il cugino: “È inutile che si mettano a cercarlo. Non lo troveranno mai”. Uno dei due esecutori materiali dell’eccidio potrebbe essere scampato alla giustizia umana per sempre: sarebbe sparito nel nulla. Molti sostengono che si trovi in Canada, ma qualcuno è convinto che sia morto. “Non sono io il mandante della strage. Dino ha sparato ma cercarlo è inutile, non lo troveranno mai” ha detto parata al suo legale. Parata si trova incarcerato a Brescia.

Mariagrazia Roversi