Oltre 15mila musulmani a messa: una domenica di pace in un luglio di sangue

Una messa in chiesaUn gesto tanto simbolico quanto importante: imam e credenti musulmani hanno quest’oggi presenziato alle sante messe, come segno di pace dopo l’attentato di martedì scorso avvenuto nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray (l’ultimo di una serie di attentati che hanno macchiato di sangue questo luglio 2016). Secondo Foad Aodi, presidente della Comai (Comunità del Mondo Arabo in Italia) sono stati oltre 15mila gli islamici (in tutta Italia da Milano a Catania, passando per Roma e Napoli) a prendere parte a questa domenica altamente simbolica (pensata dagli imam francesi).

Le reazioni del mondo cattolico non sono tardate a giungere. Il presidente della Cei Angelo Bagnasco, ha commentato tramite il giornale cattolico ‘Avvenire’: “Siamo molto grati per questa risposta pronta, tempestiva e chiara. Se continuano su questa strada si potrà creare un vero isolamento attorno a questi fanatici omicidi. Non sempre abbiamo sentito una reazione corale, ora questo invece si sta creando“. Il cardinale ha quindi aggiunto: “E’ vero che il mondo musulmano è abbastanza frammentato per motivazioni di carattere teologico, che non ci competono. Ma su questo punto fondamentale di condanna netta della barbarie si può essere tutti d’accordo. E ora mi pare che si vada in questa direzione”. Un messaggio d’apprezzamento è giunto anche dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, che tramite Twitter ha scritto: “Grazie a tutti quegli italiani di religione islamica che indicano alle loro comunità la via del coraggio contro il fondamentalismo”.

Durante le messe, sono stati presenti parecchi agenti di polizia in borghese, per evitare che questo bel momento di pace e comunione si potesse trasformare nel contesto per qualche ulteriore carneficina. A quanto pare tutto è andato per il meglio: al di là del forte senso simbolico, questa domenica potrà dare il via a prese di posizione più nette da parte del mondo islamico contro le violenze integraliste?