Caso Regeni, Renzi: “Poca collaborazione Cambridge inspiegabile”

Dopo l’Egitto, il caso Regeni rischia di inficiare anche i rapporti con il Regno Unito. Almeno stando alle parole del premier, Matteo Renzi, che non ha mancato di spiegare al quotidiano Repubblica come trovi “inspiegabile” la poca collaborazione dei docenti dell’università di Cambridge, presso la quale lavorava il ricercatore friulano. “Ho chiesto
images (22)al Primo Ministro inglese, Theresa May, mercoledì scorso di spendere la sua autorevolezza nel chiedere ai docenti di Cambridge di collaborare con le autorità giudiziarie italiane. Non capisco per quale motivo i professori di una così prestigiosa università globale pensino che l’Italia possa accettare il loro silenzio, che mi sembra inspiegabile. E’ morto un ragazzo italiano, torturato. Dobbiamo alla sua famiglia la verità. E chiunque ne possieda anche solo un pezzetto ci deve aiutare, subito.”

Il riferimento del premier è alla poca collaborazione data dai docenti inglesi a metà giugno, quando il sostituto procuratore Sergio Colaicco volò in Gran Bretagna assieme ai genitori di Giulio. In particolare fu proprio la tutor del ragazzo, Maha Abdrerrahman, di origini egiziane, a dimostrarsi  la più recalcitrante. Dopo essersi rifiutata di rispondere alle domande, la docente inviò una mail ai magistrati italiano con risposte che gli investigatori ritennero “assolutamente insoddisfacenti”.

Secche le parole dell’istituto: “L’università ha esercitato pressione sulle autorità egiziane e abbiamo invitato il governo britannico a sostenere gli sforzi del governo italiano per accertare la verità. Per essere chiari- precisano- le autorità centrali dell’Università non hanno ricevuto alcuna richiesta di aiuto da parte dei pm italiani e rimangono disponibili a rispondere rapidamente a qualsiasi richiesta di collaborazione. Soltanto un professore di Cambridge ha ricevuto una richiesta di informazioni e ha già risposto a tutte le domande.”

Giuseppe Caretta