Libia: l’Italia si prepara ad inviare caccia e uomini

L’Italia potrebbe presto entrare nel vivo delle operazioni sul suolo libico inviando aerei da combattimento direttamente dalla base di Sigonella o di Aviano. Questo è quanto emerge dai nuovi raid con i quali, a distanza di più di cinque mesi dall’ultimo attacco, le forze aeree statunitensi hanno bombardato ieri la città di Sirte.

A darne notizia è lo stesso Governo italiano che, tramite le sue fonti, spiega come “la prossima volta la richiesta di isis-italia-guerra-libia-ultime-notizie-defaultTripoli potrebbe essere fatta direttamente all’Italia, ovvero l’Italia potrebbe essere chiamata a svolgere un ruolo”. E ciò in ragione degli accordi che il nostro paese ha stretto in sede internazionale con il governo libico di Serraj. Fondamentali saranno dunque le prossime settimane, durante le quali bisognerà valutare l’impatto dei raid in corso in queste ore e l’effettiva necessità di Tripoli di disporre dell’aiuto della coalizione internazionale della quale Roma è a capo. Come ha dichiarato una fonte qualificata della nostra intelligence, infatti: “I bombardamenti cominciati ieri servono innanzitutto a togliere un po’ di vapore dalla pentola a pressione libica. Perché hanno un immediato e indiscutibile valore tattico nelle operazioni di teatro. Tuttavia, la scommessa è che ne abbiano presto uno anche sul piano strategico, perché mai come in questo momento abbiamo segnali di una crescente difficoltà militare di Daesh anche in Libia” .

Intanto l’Italia prende tempo. Dopo il bagno di sangue che ha coinvolto l’Europa in questi ultimi mesi la preoccupazione è che, in un momento delicatissimo come quello attuale, un coinvolgimento diretto dei nostri contingenti contro l’esercito dell’Isis in Libia possa aizzare gli odi del fanatismo religioso ed esporre il nostro Paese ad un’ulteriore minaccia di attentati.

Giuseppe Caretta