Accadde oggi: dopo 26 anni l’omicidio Cesaroni rimane irrisolto

cesaroni delittoIl 7 agosto del 1990 la ventenne Simonetta Cesaroni veniva trovata nuda e senza vita nei pressi dello stabile in cui abitava, la causa della morte sono state 27 coltellate (presumibilmente inferte con un tagliacarte). La modalità dell’omicidio ha subito fatto pensare ad un delitto passionale, anche se il referto del medico legale ha subito escluso una violenza sessuale. Le indagini hanno portato a sospettare del portiere dello stabile, Pietro Vanacore, l’uomo però dopo 4 anni di processo è stato prosciolto per mancanza di prove.

Nel 2007 un nuovo procedimento è stato aperto ai danni del fidanzato di Simonetta, Renato Busco, dalle analisi scientifiche era infatti risultata una corrispondenza tra il suo dna e le tracce ematiche trovate nel luogo dell’omicidio. Dopo tre anni di processo, il 26 gennaio del 2011, Renato Busco viene condannato a 24 anni di carcere in primo grado (la richiesta dell’accusa era l’ergastolo). Dopo la sentenza i legali di busco hanno fatto ricorso alla Corte d’Appello d’Assise chiedendo l’assoluzione. il 24 aprile del 2012 la Corte d’Assise accoglie la richiesta d’assoluzione di Busco annullando di fatto la decisione del magistrato nel primo grado di giudizio.

L’accusa porta il giudizio alla Cassazione, chiedendo la revoca dell’assoluzione, richiesta che è stata rigettata dalla cassazione che assolve definitivamente Busco (unico imputato rimasto per l’omicidio della giovane romana). A ventisei anni di distanza l’omicidio rimane irrisolto, senza alcuna idea su chi possa essere stato a compierlo.