Turchia, tre attacchi terroristici in poche ore: il Governo accusa il PKK

Bomba turchia camionetta poliziaViolenze nel sud est della Turchia (nell’area che confina con Iraq e Siria): nella giornata di ieri si sono registrati tre attacchi nel giro di poche ore, con la morte e il ferimento di decine di persone.

Secondo fonti di sicurezza governative, gli attacchi sarebbero opera del PKK (spesso preso dai turchi come capro espiatorio e specialmente da Erdogan che vede nei curdi uno dei principali problemi del proprio governo).

Vicino al confine siriano (dove il PKK governa un territorio che rappresenta a tutti gli effetti un baluardo contro l’Isis) un auotobomba ha ferito decine di persone, mentre una bomba azionata a distanza ha ucciso tre civili, in entrambi i casi gli attacchi avevano come target agenti della polizia turca.

Ancor prima nella giornata, da registrare l’uccisione di tre soldati turchi e il ferimento di dieci di essi, colpiti da armi a lunga gittata, lanciate dal confine con la parte nord dell’Iraq.

I tre attacchi sono stati attribuiti indistintamente al PKK: ricordiamo come il Partito Curdo dei Lavoratori (considerato a tutti gli effetti alla stregua di un’organizzazione terroristica da Turchia, UE e USA) ha ripreso la strategia del conflitto con la Turchia nell’ultimo anno, dopo due anni e mezzo di tregua. Ad oggi, le vittime delle violenze tra le due fazioni (in un conflitto iniziato oltre trent’anni fa) sono oltre 40.000, per lo più curde.