Stati Uniti: operai costretti ad indossare i pannoloni per non prendere pause

oxfamchickenFino a dove è lecito spingersi per massimizzare i processi di produzione? La delocalizzazione delle industrie per sfuggire a controlli e per affidarsi a mano d’opera a basso costo in paesi dove i diritti dei lavoratori sono meno tutelati è l’unico strumento delle multinazionali per massimizzare il profitto? La retribuzione minima è l’unico sopruso a cui i lavoratori di queste industrie sono sottoposti?

La lotta per la tutela dei lavoratori e sopratutto per il rispetto della dignità umana è ben lontana dall’essere conclusa, quello che emerge da un documentario sviluppato da ‘Oxfam‘ (confederazione internazionale per la tutela dei diritti umanitari) sulle condizioni del lavoratori delle industrie americane è agghiacciante. Il documentario trasmesso da ‘AJ+‘ risale a tre mesi fa ma la vicenda rimane tuttora poco nota nel nostro paese e merita di essere conosciuta. In questi impianti (i cui nomi non sono stati volutamente citati dalla Oxfam) che si occupano dell’allevamento, la macellazione e la distribuzione su scala mondiale del pollo, i lavoratori sono costretti a turni di lavoro impressionanti in condizioni igieniche mostruose: nel documentario, gli intervistati parlano di turni infiniti senza la minima possibilità di fare una pausa, nemmeno per usufruire dei bagni, per evitare che i lavoratori si allontanino, infatti, sono provvisti di un pannolone che permette loro di assolvere alle funzioni corporali senza abbandonare la propria postazione.

Particolarmente toccante è l’intervista ad una donna, la quale in lacrime dice: “Chiediamo solo rispetto e di essere trattati con dignità”. Ma perché queste persone non lottano per i propri diritti? la maggior parte dei lavoratori di queste fabbriche vivono in condizioni precarie e temono che una richiesta di questo genere possa fargli perdere il posto di lavoro. Sull’argomento si è espresso anche uno dei maggiori esponenti della tutela dei diritti dell’Arkansas, Albious Latior, che con sarcasmo afferma: “Mi viene da ridere perché quando vedi le pubblicità di queste aziende leggi -Ci prendiamo cura dei nostri polli- peccato che non facciano lo stesso con i loro lavoratori“.