USA, si dimette manager di Trump: repubblicani allo sbando

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:15

manafortTerremoto nel Partito Repubblicano. Il manager della campagna elettorale di Donald Trump, Paul Manafort, si è dimesso dal suo ruolo. La sua posizione, in realtà, era già stata molto ridimensionata in seguito al recente ‘rimpasto’ operato proprio dal magnate in corsa per la Casa Bianca.

Il sospetto di attività di lobbying a Washington in combutta con dirigenti ucraini filo-Putin è risultato fatale per Manafort, che non ha retto al peso e si è dimesso. La sua uscita di scena è l’ennesima mazzata per i Repubblicani e per l’entourage di Trump: il tycoon, secondo gli ultimi sondaggi, starebbe perdendo progressivamente terreno nei confronti della rivale democratica, Hillary Clinton, che invece guadagna giorno dopo giorno sempre più consenso.

Le dimissioni di Manafort sono l’ulteriore dimostrazione che il Partito Repubblicano sta sbagliando tutto, e il caos calmo tra una gaffe e l’altra è solo un goffo tentativo di tenere in piedi la baracca. Che però scricchiola sempre più vistosamente. E ora i Repubblicani cominciano a temere non solo la sconfitta alle elezioni presidenziali, ma anche la possibilità di non riuscire neppure ad ottenere il controllo del Congresso. 

Per questo Trump prova a darsi un’immagine meno ‘scanzonata’, e tenta qualche mossa in extremis, come quella delle ‘scuse’ per alcune sue espressioni fin troppo fuori luogo utilizzate nelle ultime settimane. “A volte uso parole sbagliate che possono essere risultate offensive – ha detto Trump nel corso di un comizio – di questo intendo scusarmi con l’elettorato”.

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!